Tassa europea sul gioco online, l’Egba non ci sta

Scritto da Fm
Per la European gaming and betting association, una potenziale tassa Ue sul gioco online sarebbe ‘impraticabile’ e favorirebbe l’illegalità.

L’Egba, associazione europea per il gioco d’azzardo e le scommesse che rappresenta i principali operatori di gioco online del Vecchio continente, prende posizione sulla possibile tassa comunitaria sul comparto al vaglio del Parlamento Ue.


Come si ricorderà, nella sua ultima seduta la commissione Bilancio del Parlamento europeo ha fornito un parere sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue, il Quadro finanziario pluriennale (Qfp) per il periodo 2028-2034. Individuando una serie di potenziali nuove fonti di entrate dirette per il bilancio dell’Unione, tra cui una tassa europea sul gioco online.

L’Egba ritiene che l’introduzione di una tassa Ue sul gioco online, in aggiunta alle tasse nazionali sul gioco già esistenti, sarebbe sostanzialmente impraticabile.

In più, favorirebbe gli operatori illegali a scapito della tutela dei consumatori per i cittadini dell’Ue e ridurrebbe le entrate fiscali per gli Stati membri.

NECESSARIO L’ACCORDO UNANIME DI 27 STATI MEMBRI

La decisione finale su qualsiasi nuova risorsa propria dell’Unione europea– una fonte di entrate dirette per il bilancio dell’Ue – richiede l’accordo unanime di tutti i 27 Stati membri, riuniti in Consiglio dell’Ue.

Maarten Haijer, segretario generale dell’Egba, rimarca che l’invito preliminare e condizionato rivolto agli Stati membri a valutare l’idea di un prelievo Ue sul gioco online “non è né una proposta né una decisione”.

Però, precisa, il settore del gioco “non è attualmente armonizzato a livello Ue e non esiste una base giuridica per definire, amministrare o riscuotere tale prelievo”.

UN FAVORE AGLI OPERATORI ILLEGALI

A prescindere da questi ostacoli legali, sottolinea Haijer, l’aggiunta di un ulteriore prelievo alle imposte nazionali esistenti – in un settore in cui gli operatori autorizzati in alcuni Stati membri sono già tassati con aliquote superiori al 50 percento del fatturato lordo del gioco – “avrebbe un solo vincitore: gli operatori illegali”.

Il segretario generale dell’Egba quindi aggiunge: “Non pagando tasse, gli operatori illegali possono già offrire ai giocatori prodotti e prezzi più allettanti, senza alcuna delle tutele per i consumatori fornite dagli operatori autorizzati.

L’introduzione di un prelievo Ue non farebbe che peggiorare la situazione: amplierebbe il mercato nero, danneggerebbe la tutela dei consumatori per i cittadini europei e ridurrebbe le entrate fiscali complessive per gli Stati membri”.

Il Parlamento europeo dovrebbe votare sul parere della commissione in seduta plenaria a fine aprile. Successivamente, inizieranno i negoziati formali sul Quadro finanziario pluriennale (Qfp), che dovrebbero concludersi entro la fine del 2026.

Nella foto: Maarten Haijer, segretario generale dell’Egba – Crediti fotografici © Egba – Sito ufficiale