Tassa Ue sul gioco online, confronto in commissione Bilancio il 27 maggio
Il 27 maggio la commissione Bilancio dell’Ue si riunirà per valutare l’introduzione di una tassa europea sul gioco online per trovare nuove risorse.
Fra meno di una settimana forse sarà possibile capire se la tassa sul gioco online proposta per finanziare il budget dell’Unione europea alla fine verrà introdotta o meno.
Mercoledì prossimo, 27 maggio, la commissione Bilancio dell’Ue si riunirà per discutere della questione e valutarne la fattibilità.
I maggiori sostenitori della nuova tassa sono i Socialisti e Democratici (S&D). La loro proposta prevede un prelievo europeo limitato – ad esempio circa l’1 percento – sui ricavi o sul fatturato generato dai grandi operatori di gioco e scommesse online attivi nell’Ue.
La misura integrerebbe, e non sostituirebbe, i sistemi nazionali di tassazione e di concessione delle licenze, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri nella regolamentazione delle attività di gioco.
RISORSE PER 2-4 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO
Victor Negrescu, vicepresidente del Parlamento europeo, e fra i maggiori fautori della nuova tassa, mette nero su bianco il “ritorno” della misura. “Considerando un’imposta forfettaria dell’1 percento sui ricavi o sul fatturato, l’aumento della quota di mercato dell’industria online e le nuove azioni contro le piattaforme illegali, questa proposta potrebbe generare tra i 2 e i 4 miliardi di euro all’anno durante il prossimo ciclo di bilancio a lungo termine dell’UE, raggiungendo potenzialmente tra i 14 e i 28 miliardi di euro tra il 2028 e il 2034.”
Sandra Gómez López, co-negoziatrice sulle risorse proprie per il bilancio dell’UE nella commissione per i bilanci, accoglie con favore gli sforzi della Commissione per individuare nuove risorse proprie e chiede agli Stati membri del Consiglio di sbloccare lo stallo osservato dal 2020 su un paniere di nuove risorse proprie autentiche per raggiungere un livello di entrate di almeno 60 miliardi di euro all’anno. “Ciò è necessario non solo per garantire il rimborso del debito della NextGenerationEU, ma anche per finanziare le maggiori ambizioni politiche dell’Unione nel prossimo settennato, a partire dal 2028.”
“MALTA SAREBBE FRA I PAESI PIÙ COLPITI”
David Casa, capo della delegazione PN al Parlamento europeo, invece si è detto preoccupato delle proposte socialiste, ritenendole inaccettabili.
“Allo stato attuale, questo approccio danneggerebbe le aziende conformi con sede nell’UE che già operano nel rispetto di solidi standard normativi e di quadri di tutela dei consumatori. Invece di rafforzare il mercato europeo, rischia di esportare le imprese al di fuori dell’Unione e di spingere i consumatori verso operatori illegali che operano impunemente, non pagano tasse e non applicano nemmeno le più elementari garanzie per i consumatori”.
Casa, quindi, ha incoraggiato i proponenti a non perdere tempo e a concentrarsi invece sull’individuazione di risorse proprie alternative che non compromettano le industrie legittime, la competitività economica o i posti di lavoro europei.
Da politico maltese, Casa ha focalizzato l’attenzione sui possibili effetti che la tassa sul gioco online potrebbe avere sull’economia dell’isola, visto che oltre il 10% del suo Pil è legato a questo settore.
“Nessun altro Stato membro si avvicina al livello di esposizione economica di Malta in questo settore”, rimarca l’eurodeputato. “Malta sarebbe quindi tra i Paesi più colpiti negativamente da politiche errate che allontanano investimenti e occupazione dall’Europa”.
Crediti fotografici © Commissione europea – Sito ufficiale