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Esports, Strata (Eurispes): 'Nuovo mercato e modello di business'

  • Scritto da Redazione

Il direttore dell'Osservatorio su giochi, legalità e patologie dell'Eurispes Andrea Strata interviene al convegno sugli esports e sottolinea la nascita di un nuovo mercato.

Terni - Competizioni virtuali con videogiochi: in una parola "esports".

Oggi martedì 22 ottobre si è svolto a Terni il convegno nazionale dal titolo “Esports, un universo dietro al videogioco”, organizzato dalla casa editrice Gn Media, sul più importante fenomeno economico e sociale degli ultimi decenni: gli sport elettronici, che si preparano a diventare disciplina olimpionica, rendendo necessaria una regolamentazione e un corretto approccio pedagogico e culturale.

"Nell’ambito delle attività dell’Osservatorio su giochi, legalità e patologie dell’Eurispes, che ho l’onore di dirigere - spiega l'avvocato e direttore Andrea Strata - abbiamo voluto studiare il fenomeno degli esports per l’importanza sia in termini economici sia sul piano sociale e culturale di tale settore. Per coloro che non hanno mai sentito parlare di esports: si tratta delle competizioni che si svolgono con i videogiochi".
 
"La tecnologia di oggi - continua l'avvocato Strata - permette questo. La Tv on demand ha rappresentato una rivoluzione del concetto stesso di televisione: l’utente non sceglie più tra i palinsesti che le emittenti propongono, ma costruisce da sé la propria programmazione. Per noi adulti può sembrare assurdo inserire le competizioni di videogiochi tra gli sport tradizionali, per un millennial invece può sembrare ridicolo il contrario. Ecco, per comprendere appieno il fenomeno dobbiamo necessariamente fare uno sforzo intellettuale: proiettarci nella testa di un giovane ed uscire dai nostri preconcetti.
 
Sul punto credo sia interessante sapere - afferma Strata - che il Coni riconosce nel proprio ambito (e quindi considera come sport) molte discipline che hanno ben poco a che vedere con il concetto di fatica fisica e sudore. Dama, scacchi, bridge, i giochi e sport tradizionali, fra cui rientrano: la fionda, la trottola, la lippa, la morra, le freccette, il lancio della ruzzola, il tiro alla fune, il calcio storico fiorentino, il lancio della forma di formaggio, ed altre.
 
Tutte queste discipline sportive, però, hanno dei requisiti comuni: richiedono allenamento costante, concentrazione, competizione, rispetto delle regole, pari opportunità (tra uomo e donna) nella partecipazione alle attività. Dunque, approfondendo il tema scopriamo che il Coni riconosce come discipline sportive anche attività che non richiedono una componente fisica.
 
Ebbene, gli esports hanno moltissime affinità con gli sport tradizionali: anche negli esports, infatti, occorre allenamento costante, concentrazione, competizione, rispetto delle regole, proprio come negli sport tradizionali. Da alcuni punti di vista, gli esports possono insegnare molto allo sport tradizionale: in questo settore una persona disabile, tramite un pc, può battere un soggetto normodotato. Una donna può competere alla pari con un uomo.
 
Tante sono le affinità tra gli sport tradizionali e gli sport elettronici, che oggi si discute molto della possibilità di inserire gli eSports nell’ambito delle discipline olimpiche.
 
Siamo davanti ad un nuovo mercato, nuove opportunità di lavoro per i giovani e di business.
 
Pensate - afferma ancora Strata - che molte squadre di calcio italiane hanno già investito in questo settore, ingaggiando i giocatori (anzi i videogiocatori) più forti al gioco del calcio Fifa e Pes, giocatori che viaggiano per il mondo sfoggiando i colori sociali della squadra a cui appartengono: sto parlando della Roma, della Sampdoria, il Parma, l'Udinese, l'Empoli, il Bologna, il Genoa, il Cagliari, il Monza di Berlusconi.
 
In ambito europeo, fra le tante: Barcellona, Psg, Ajax, Schalke 04, West ham, Valencia, Besiktas, Manchester City. Il Real Madrid, all'interno dello stadio Bernabeu, ha creato un'arena dedicata alle competizioni di esports.
 
Il mondo degli esports rappresenta oggi una realtà sociale, culturale ed economica che non si può ignorare. Proprio per tale ragione, è fondamentale approcciare agli eSports, con responsabilità ma senza preconcetti.
 
Per educare i giovani non dobbiamo dimenticarci che sono nativi digitali: il loro percorso di sviluppo cognitivo non vede il digitale come strumento, ma come elemento fondante l'identità. Pertanto, la prevenzione non può prescindere da veri e propri percorsi didattici che mirano ad un uso corretto, consapevole e critico delle tecnologie.
 
Ecco, occorre conoscere i fenomeni per saperne valorizzare le opportunità e nello stesso tempo controllare le criticità.
 
Del resto - conclude Strata - credo sia il sogno di ognuno di noi, giovane o adulto che sia, trasformare una mera passione, in una vera e propria professione, proprio come hanno saputo fare i campioni di esports".

 

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