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Stop al gioco, iniziativa Agisco al Tar in difesa di 290 addetti

  • Scritto da Redazione

Attesa la decisione del Tribunale amministrativo sulla sospensiva dei provvedimenti che impongono lo stop del gioco per Covid-19, la strategia dell'avvocato Travia.

Attesa la decisione dei giudici del Tar del Lazio che ieri, mercoledì 10 febbraio, hanno discusso in camera di consiglio la richiesta di sospendere l'efficacia dei provvedimenti che impongono la chiusura di sale giochi, scommesse e bingo su tutto il territorio nazionale, qualunque sia il colore assegnato dal ministero della Salute per fascia di rischio di contagio da Covid-19. Richiesta respinta in prima istanza il 27 gennaio scorso.

In attesa della pubblicazione dell'ordinanza, l'avvocato dello studio legale Lorenzoni di Roma, Niccolò Travia, fa il punto sulla strategia adottata di fronte ai giudici. Nel ricorso contro la presidenza del consiglio dei ministri per i Dpcm che impongono lo stop alle attività del gioco, promosso dall'associazione Agisco, l'avvocato rappresenta ben 290 dipendenti del comparto, anche se è evidente che la battaglia è per l'intero settore.

"Siamo consapevoli - rivela l'avvocato a Gioconews.it - che la decisione è particolarmente delicata perché espone la giustizia amministrativa alla possibilità di esprimersi contro le scelte del Cts. A questo proposito però abbiamo evidenziato come le scelte siano dettate esclusivamente da un piccolo inciso, a nostro avviso non vincolante, in un verbale del Comitato risalente all'ottobre scorso. Non a caso abbiamo altresì chiesto l'evidenza scientifica che sale giochi, scommesse e bingo siano vettori di contagio, quindi l'avvio di un'istruttoria dedicata in subordine alla sospensiva, in modo da definire le misure per la riapertura in sicurezza".

Oltre a questo l'avvocato ha portato all'attenzione dei giudici i dati sui mancati introiti del settore e i relativi danni provocati all'Erario, nonché il vantaggio prestato alle attività illegali così come evidenziato dal direttore generale di Adm Marcello Minenna.

Per concludere un appello, riprendendo le parole del presidente di Plazzo Spada, Filippo Patroni Griffi, all'avvio dell'anno giudiziario: "Il giudice amministrativo ha assunto il ruolo, a maggior ragione in questa fase emergenziale, di garante delle libertà individuali e di arbitro nel difficile bilanciamento tra esigenze di sicurezza e salvaguardia della salute e le connesse limitazioni e compressioni dei diritti individuali fondamentali, effettuando un sapiente dosaggio dei princìpi di ragionevolezza, di proporzionalità e di precauzione, in forza dei quali ogni restrizione deve essere limitata allo stretto necessario sotto il profilo spazio-temporale ed essere proporzionata e adeguata all’obiettivo". 

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