Caso Garlasco, Mario Venditti: ‘Mai preso soldi, accuse basate su illazioni’
“Professionalmente e umanamente la vicenda mi ha distrutto. Mi professo innocente, non ho mai preso soldi; nessuno me ne ha mai offerti, conoscendomi. Se le cose contestate sono quelle che ho letto negli atti giudiziari, sono veramente poca cosa. Dicono che sono un corrotto, ma non mi dicono chi è il corruttore, quando mi ha corrotto, come mi ha corrotto.”
Così Mario Venditti, ex presidente del Casinò di Campione ed ex procuratore aggiunto di Pavia indagato per corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nell'estate del 2007, dichiara a Sky Tg24 al termine dell'udienza davanti al Tribunale del riesame di Brescia che dovrà decidere se annullare il sequestro di alcuni dispositivi elettronici prelevati all'ex magistrato.
Per la Procura sono emersi sufficienti indizi per indagare, ma Venditti, il quale per le accuse a suo carico alla fine si è dimesso dalla presidenza del Consiglio d'amministrazione della Casa da gioco (che è ora alla ricerca di un nuovo componente attraverso un avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse in scadenza il 24 otttobre), non è dello stesso avviso.
Rispondendo alla giornalista sul perché non abbia dato le password dei dispositivi elettronici che gli sono stati sequestrati, l'ex magistrato puntualizza: “È una responsabilità del mio difensore, è anche giusto che chi indaga fornisca i dati, i criteri, e dica che cosa cerca. Ci dicano che cosa cercano, e non ci sono problemi”.
Quanto alle dichiarazioni di un ex carabiniere, secondo cui l'ex procuratore aggiunto di Pavia avrebbe “messo fretta” affinché venissero trascritte le intercettazioni di Andrea Sempio, Venditti precisa: “Si è parlato di 'pressioni', che è un'altra cosa. Io non ho mai esercitato pressioni; chiedevo soltanto, nel mio stile professionale, di avere le cose 'prima di subito', perché per me i tempi della giustizia devono essere brevi, a me le lungaggini non piacevano, e non piacciono, e purtroppo ci sono in mezzo alle lungaggini”.
Parlando invece della possibile esistenza di un “sistema Pavia”, e del suo coinvolgimento in esso, per peculato, Venditti sottolinea: “Questo non mi è stato ancora contestato, aspetto che mi si contesti. 'Sistema' significa 'associazione a delinquere, sono proprio curioso che qualcuno mi contesti di essere stato a capo di un'associazione a delinquere, finalizzata a che cosa? Dicono pranzi, cene; questa è una associazione a delinquere? Rifarei tutto quello che ho fatto, assolutamente. Tutto quello di cui sono accusato è frutto di illazioni, suggestioni, non c'è niente di concreto, di certo”.