Faggiani (Osservatorio gioco): ‘Riordino del fisico, chiudere partita entro febbraio 2026’
“Il riordino del gioco fisico non è più rinviabile. Sarebbe opportuno chiudere la partita e approvarlo fra gennaio e febbraio del 2026, accontentando le Regioni che chiedono la compartecipazione alle entrate erariali derivanti dal gioco. Considerando che il varo del relativo decreto legislativo non significa la conclusione del percorso, visto che l'Agenzia delle dogane e dei monopoli dovrà emanare i decreti, le Regioni dovranno mettere mano alle leggi regionali, che sono tutte diverse fra loro, e i Comuni ai loro regolamenti. Altrimenti, vedo profilarsi una catastrofe per il settore.”
Parole pronunciate da Domenico Faggiani, componente dell’Osservatorio sul gioco d'azzardo patologico della Regione Lazio, referente sulle problematiche gioco pubblico di Ali – Legautonomie Lazio e già responsabile del Coordinamento nazionale Anci sulle problematiche del gioco pubblico, nel corso dell'evento “In nome della legalità”, organizzato da Codere Italia a Viterbo, oggi, 22 ottobre.
Faggiani quindi rimarca: “Serve un riordino che metta al centro la tutela del cittadino-giocatore, con regole uniformi a livello nazionale, attività di educazione, informazione, ma non iniziative una tantum, formazione degli operatori, che non può essere lasciata dallo Stato alla buona volontà dei concessionari.
Nel riordino sono centrali l'utilizzo della tecnologia, di apparecchi innovativi, in grado di riconoscere e bloccare comportamenti patologici, di verificare l'età del giocatore, il registro di autoesclusione: misure tutte accennate dall'articolo 15 della legge n. 111 del 2023 e che vanno attuate.
Senza dimenticare la necessità di controlli più efficaci, sempre avvalendosi delle nuove tecnologie già a disposizione, e di un riequilibrio fra gioco fisico e a distanza, anche in termini di prelievo”.
L'esperto di gioco pubblico poi fornisce un'indicazione importante: “È stato attivato in Conferenza unificata Stato Regioni un tavolo tecnico per il riordino del gioco fisico, con i tecnici delle Regioni, dell'Anci, del ministero dell'Economia e delle finanze, che ha fatto diverse riunioni, con il confronto sulla proposta messa sul tavolo dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli; l'ultima riunione si è tenuta a gennaio del 2025, con il proposito espresso dal Mef di portare al tavolo tecnico lo schema di decreto legislativo entro 2-3 mesi al massimo, quindi entro la primavera. Ma non si è fatto.
Anci al tavolo tecnico ha chiesto di costituire un fondo nazionale per ripartire direttamente ai Comuni i proventi delle sanzioni per le violazioni alle normative sul gioco, per formare la polizia locale, le forze di polizia presenti sul territorio”.