La giostra degli ippodromi, attesa per gli esiti dei bandi da Varese a Foggia
Il mondo dell'ippica è ormai abituato alle attese, ai tempi lunghi.
Ne sanno qualcosa gli appassionati di corse di diverse cittadine italiane, che aspettano di conoscere il futuro dei loro impianti di riferimento.
Come quelli di Varese, ad esempio, dove è in corso la fase di apertura delle buste tecniche ed economiche relative alla manifestazione d'interesse promossa dal Comune per individuare il nuovo gestore dell'ippodromo Le Bettole dopo la Società varesina incremento corse cavalli.
In lizza c'è solo la Nord Est Ippodromi (attuale gestore degli impianti di Treviso e Trieste), che alla fine di ottobre ha fornito le integrazioni documentali richieste dalla commissione tecnica incaricata di valutare le candidature pervenute.
A Castelluccio dei Sauri (Fg), mentre ancora sono in svolgimento le corse del 2025, sono state aperte le offerte per la gestione dell'ippodromo per 15 anni.
Nel termine stabilito dal disciplinare di gara è pervenuta una sola busta amministrativa: quella presentata dalla società Ippica di Capitanata corse. La proposta è risultata essere “conforme a questo prescritto dagli atti di gara”, quindi è “ammessa al prosieguo”.
A Corridonia il Comune ha lanciato un avviso pubblico per la concessione della gestione dell'impianto sportivo comunale Ippodromo 'Sigismondo Martini' “relativamente ai servizi presenti nel perimetro dell'impianto ippico, nonché aree, locali e relativi accessori pertinenziali, tutti di proprietà del Comune di Corridonia, comprendenti: area per lo svolgimento delle gare ippiche, tribuna coperta e gradinata non coperta (in condivisione con Asd Cska Corridonia); spogliatoi, uffici; locali ristorante; area tondino; stalle, scuderie e annessi. Restano escluse dalla concessione le parti relative alla pista di atletica e al campo di calcio e strutture annesse affidate alla Asd Cska Corridonia, tutte di proprietà del Comune di Corridonia. Resta altresi escluso dalla concessione il locale, posto al di sotto della tribuna coperta, attualmente occupato da società esercente attività di scommesse.
L'impianto, nella sua interezza, verrà assegnato a corpo e non a misura, nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con obbligo di riconsegna alla scadenza del rapporto nello stesso stato, fatto salvo il normale deperimento dovuto all'uso ed alla durata della concessione”, si legge nell'avviso. “I locali adibiti a ristorazione sono parte integrante dell'impianto sportivo. Gli stessi verranno concessi in gestione nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano e verranno immessi nella disponibilità del concessionario a far data dal 1° giugno 2026, al fine di consentire al Comune la realizzazione ed il completamento dei lavori di climatizzazione invernale/estiva dei locali stessi”.
La concessione avrà una durata pari a 4 anni, con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2029, senza alcuna possibilità di tacito rinnovo.
“Per dichiarati e prevalenti motivi di pubblica utilità, il Comune potrà in ogni tempo revocare o sospendere temporaneamente la vigenza della convenzione, nel qual caso il soggetto esterno selezionato non avrà diritto ad alcuna indennità”, si legge ancora nell'avviso..
“Il canone annuo di concessione sarà quello risultante all'esito della procedura indetta a seguito della valutazione delle offerte economiche presentate dai soggetti partecipanti.
Il canone annuo da porsi a riferimento per la formulazione dell'offerta economica è stato stimato in complessivi 28.690,00 euro.
Per la prima annualità il canone annuo di concessione verrà determinato decurtando dall'offerta economica presentata dal soggetto che risulterà aggiudicatario l'importo mensile stimato, pari a 1.900 euro, per la locazione dei locali adibiti a ristorante per ogni mese di mancato utilizzo degli stessi”.
Le domande dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12 del 19 novembre.
Già che ci siamo, ricordiamo la situazione “sospesa” di Roma Capannelle, al momento alle prese con la procedura di licenziamento collettivo di 29 dipendenti avviata da Hippogroup – che ha in custodia l'impianto fino a fine 2025 – e che dovrà dire al ministero dell'Agricoltura entro il 30 novembre chi (e se) lo gestirà nel 2026.
E ricordiamo anche il limbo in cui sono gli ippodromi di Livorno e Follonica: per essi innanzitutto si attende l'esito dell'udienza alla Corte d'appello di Firenze in agenda il 17 novembre, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da Sistema cavallo contro la messa in liquidazione e lo stop all'affidamento dei due impianti.
In caso di accoglimento del ricorso difatti sarebbe Sistema cavallo a restare in sella. Ma se così non fosse, a Livorno interverrebbe il Comune, in attesa di affidare direttamente la gestione dell'ippodromo ad un altro soggetto “per un anno più uno”, per poi procedere con un nuovo bando.
Per Follonica va tenuto presente che il consiglio comunale ha adottato la variante urbanistica relativa all’ippodromo dei Pini, che consentirà di aprire l'area che lo ospita a nuovi utilizzi funzionali, superando il vincolo di unitarietà funzionale che ad oggi lega le abitazioni/foresterie all’attività ippica del centro sportivo.
Perché si concretizzi però bisognerà aspettare, fra tempi di adozione, due mesi per il ricevimento delle osservazioni, poi la loro analisi e un nuovo passaggio politico, fra commissione e consiglio comunale. E in ultimo servirà il parere della Regione, chiamata a verificare la bontà del progetto.