Scommesse mascherate da investimenti: Aga e Iga chiedono lo stop

Le associazioni del gioco legale chiedono un intervento immediato contro i prediction market che aggirerebbero le leggi statali minacciando la sovranità tribale e la tutela dei consumatori.
Scritto da Redazione

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L’American Gaming Association (Aga) e l’Indian Gaming Association (Iga) hanno inviato una lettera congiunta ai membri del Senato e della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per sollecitare un’azione urgente contro la proliferazione dei contratti su eventi sportivi non regolamentati, offerti attraverso piattaforme di prediction market registrate presso la Cftc. Un tema già affrontato nei giorni scorsi da David Z. Bean, presidente dell’Indian Gaming Association, oggi firmatario della lettera insieme al Ceo dell’Aga, Bill Miller.

SCOMMESSE SPORTIVE TRAVESTITE – Secondo le due associazioni, questi contratti – lanciati nel gennaio scorso – sono di fatto indistinguibili dalle scommesse sportive legali, ma vengono proposti aggirando le normative statali e tribali. Nel giro di pochi mesi, questi contratti hanno registrato una crescita rapidissima, evolvendosi dalle iniziali scommesse sull’esito di singoli eventi sportivi a offerte sempre più articolate, che includono anche combinazioni multiple. L’espansione si è spinta fino a toccare ambiti del tutto inediti per i mercati regolamentati, come i mercati legati al transfer portal del college sport, trasformando di fatto ogni fase della competizione sportiva in un potenziale strumento di scommessa.

Il tutto, accusano Aga e Iga, sfruttando l’inerzia regolatoria della Commodity Futures Trading Commission (Cftc), con un impatto diretto su: sovranità tribale, leggi statali sul gioco, protezione dei consumatori e integrità dei mercati finanziari. 

UN'INDUSTRIA REGOLAMENTATA – Nella lettera si ricorda come il settore del gioco legale negli Stati Uniti generi 329 miliardi di dollari di impatto economico annuo, 53 miliardi di entrate fiscali e 1,8 milioni di posti di lavoro, operando sotto uno dei regimi regolatori più stringenti del Paese.

Vale la pena fare un rapido passo indietro, precisamente al 2018, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti abroga il Professional and Amateur Sports Protection Act, la legge federale che per oltre vent’anni aveva di fatto vietato le scommesse sportive nella maggior parte del Paese. Con quella decisione, la Corte restituisce ai singoli Stati il potere di stabilire se e come legalizzare il betting sportivo.

Da allora, trentanove Stati e il District of Columbia hanno scelto di regolamentare il settore, costruendo un quadro normativo rigoroso che prevede limiti di età elevati, sistemi di licenza stringenti per gli operatori, controlli antiriciclaggio e di verifica dell’identità, obblighi in materia di gioco responsabile e meccanismi indipendenti di monitoraggio dell’integrità.

Un impianto di tutele che, secondo American Gaming Association e Indian Gaming Association, è del tutto assente nei prediction market sportivi, oggi accessibili senza le stesse garanzie previste dal gioco legale.

ZERO CONTROLLI – Le piattaforme registrate presso la Commodity Futures Trading Commission consentirebbero l’accesso ai contratti sportivi a utenti dai 18 anni in su, in tutti i cinquanta Stati, senza approvazione preventiva dei contratti stessi. Una situazione che, secondo trentanove Procuratori Generali statali, viola le leggi locali, l’Indian Gaming Regulatory Act (Igra) e persino il Wire Act federale, che vieta le scommesse sportive interstatali.

La lettera denuncia anche l’emergere di mercati legati a eventi geopolitici estremi, come conflitti armati o addirittura la cattura di leader politici stranieri, categorie che “non sarebbero mai autorizzate” nel gioco regolamentato.

SERVE L'INTERVENTO DEL GOVERNO – Il punto cruciale riguarda la posizione della Cftc: durante l’audizione di conferma, il presidente Rostin Behnam (citato come "Chairman Selig" nella lettera) avrebbe chiarito che l’agenzia non interverrà direttamente sui contratti di scommesse sportive, rimandando la questione ai tribunali. 

Tuttavia, la stessa Commissione si è detta pronta a seguire un indirizzo chiaro del Congresso. Da qui l’appello di Aga e Iga a inserire disposizioni esplicite nella prossima legge sulla struttura dei mercati crypto, per vietare il gambling attraverso piattaforme registrate come mercati finanziari.

Un messaggio netto, che rafforza le posizioni già espresse pubblicamente da David Z. Bean nei giorni scorsi e che apre un nuovo capitolo nello scontro tra gioco regolamentato e prediction market crypto.