Il Congresso Usa punta a ripristinare la deducibilità totale delle perdite di gioco
Al Congresso degli Stati Uniti è stata avviata un’iniziativa legislativa, sostenuta sia da Democratici sia da Repubblicani, con l’obiettivo di ripristinare una norma fiscale federale in vigore per decenni. Questa regola permetteva ai giocatori di compensare interamente le perdite subite nel gioco con le vincite ottenute, evitando così di pagare imposte su somme non realmente guadagnate. La proposta nasce per correggere una recente modifica al codice tributario che, secondo l’industria dei casinò, rischia di produrre effetti negativi diretti sull’affluenza, sulla spesa dei clienti e, di conseguenza, sui ricavi delle strutture di gioco.
Il disegno di legge, denominato Facilitating useful loss limitations to help our unique service economy (Full House) Act, è stato presentato dai deputati Steven Horsford (Nevada) e Max Miller (Ohio) in risposta alle recenti modifiche al codice tributario che hanno suscitato forti critiche soprattutto tra gli operatori dei casinò, preoccupati per un possibile calo del volume di gioco e del turismo legato al gambling.
COSA CAMBIA CON IL FULL HOUSE – Il disegno di legge prende di mira una specifica disposizione contenuta nel pacchetto di riforma fiscale promosso dai Repubblicani, informalmente noto come 'Big Beautiful Bill'. Tale norma ha modificato il trattamento delle perdite di gioco all’interno dell’Internal Revenue Code, riducendo la quota deducibile dal 100 al 90 percento.
Secondo i critici, questa modifica genera un'evidente distorsione: i giocatori possono trovarsi a pagare imposte anche quando il loro risultato netto è pari a zero. In pratica, una parte delle perdite non è più deducibile, con la conseguenza di poter essere tassati su redditi mai effettivamente incassati. Preoccupazione, in questo senso, è stata espressa, oltre che dai casinò, anche dal mondo del poker.
La proposta di legge mira a tornare al regime precedente, ripristinando la possibilità di dedurre interamente le perdite derivanti da scommesse e giochi, entro il limite delle vincite realizzate.
LE POSIZIONI DEI PROMOTORI – "Tassare le persone su denaro che non hanno mai realmente guadagnato è profondamente ingiusto e dannoso per l’economia del Nevada", ha dichiarato il deputato Horsford. "Questa politica rischia di spingere il turismo verso altri Stati. Esiste un ampio consenso bipartisan sul fatto che questa disposizione sia stata un errore e che il Congresso debba intervenire per correggerla".
Sulla stessa linea anche il deputato Miller, che ha sottolineato il principio di equità fiscale: "Il Full House Act riguarda la correttezza di base del sistema tributario. Gli americani non dovrebbero essere tassati su soldi che non hanno realmente portato a casa. Ripristinare la deduzione completa delle perdite di gioco significa garantire che l’Irs (l’agenzia federale delle entrate degli Stati Uniti, Ndr) tratti i contribuenti in modo onesto e coerente".
TEMPISTICHE E CONTENUTO DELLA PROPOSTA – Il disegno di legge, identificato come H.R. 6985, è stato presentato ufficialmente l’8 gennaio 2026 e assegnato alle commissioni competenti. Se approvato, le modifiche si applicherebbero agli anni fiscali successivi al 31 dicembre 2025. Nel dettaglio, intende ripristinare la Sezione 165(d) dell’Internal Revenue Code nella sua formulazione originaria, consentendo la deduzione delle perdite da attività di gioco esclusivamente fino all’ammontare delle vincite, includendo anche le spese correlate sostenute nel corso dell’attività di gambling.
I legislatori hanno avvertito che l’attuale limite alla deducibilità potrebbe scoraggiare l'organizzazione di grandi eventi di gioco e ridurre le entrate legate al turismo, un settore vitale, in particolare per il Nevada, uno Stato fortemente dipendente dall’industria dell’ospitalità e dei casinò.
UN SECONDO TENTATIVO – Il Full House Act arriva dopo un precedente tentativo della deputata Dina Titus, che aveva proposto il Fair bet sct per affrontare la stessa problematica. Quel provvedimento, tuttavia, non era riuscito ad avanzare nel percorso legislativo, bloccato dalla Rules Committee.
Ora, con un sostegno bipartisan più ampio e un settore del gaming in allarme, il Congresso è chiamato a decidere se correggere una norma che, secondo molti addetti ai lavori, penalizza ingiustamente i giocatori e rischia di avere effetti negativi sull’intera economia del gioco statunitense.