Dal Far west alla liquidità condivisa: la storia del poker online Usa dal 2011 a oggi

La storia del poker online dal 2011 a oggi passando dal Black Friday e lo scandalo Full Tilt Poker fino ai giorni nostri con la liquidità condivisa.
Scritto da Carlo Cammarella

Foto di Nik Shuliahin 💛💙 su Unsplash

Prima era il Far West, subito dop il nulla, poi un mondo frammentato. È la storia del poker online negli Stati Uniti d’America con uno scenario che dal periodo d’oro di Full Tilt Poker è drasticamente cambiato portando oggi a una situazione completamente diversa. Oggi il mercato è altamente regolamento ma è limitato a pochi stati con tutti i pro e i contro che porta con sé questa situazione. La situazione, per chi la ricorda bene, è cambiata da un giorno all’altro. Vediamo dunque di ripercorrere tutti gli step.

Il 15 aprile del 2011, data che viene ricordata dai nostalgici come il Black Friday, ovvero il venerdì nero del poker online, il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (Doj) oscurò i domini dei giganti del settore, ovvero Full Tilt Poker, PokerStars e Absolute Poker. L’accusa era secca: violazione della legge Uigea (Unlawful Internet Gambling Enforcement Act) per frode bancaria e riciclaggio.

La scoperta che cambiò lo scenario del poker a stelle e strisce fu lo scandalo di Full Tilt Poker. Si scoprì infatti che la poker room non separava i fondi dei giocatori dai conti operativi, agendo di fatto come uno schema Ponzi. I giocatori americani videro i loro conti congelati per anni.  Nel 2012, PokerStars acquisì dunque gli asset di Full Tilt Poker come parte di un accordo con il governo degli Stati Uniti per rimborsare i giocatori e il marchio venne definitivamente ritirato febbraio 2021.

Da questo momento in poi il poker online è scomparso da radar per un bel po’ e la rinascita, se di rinascita possiamo effettivamente parlare, è avvenuta non a livello federale ma nei singoli Stati. Nel 2011, l'Ufficio del Consulente Legale del Dipartimento di Giustizia (Doj) emise un parere storico stabilendo che il Wire Act si applicava esclusivamente alle scommesse sportive. Per intenderci Il Wire Act del 1961 è una legge federale statunitense, creata per colpire la criminalità organizzata, che impediva l'uso di sistemi di comunicazione come il telefono per scommesse sportive tra stati diversi.

La sua applicazione per il poker è stata oggetto di una lunga battaglia legale e interpretativa, poiché il testo originale non menzionava esplicitamente il gioco d'azzardo "non sportivo". Tuttavia la nuova interpretazione rese legale il poker per i singoli stati (in primis Nevada, New Jersey e Delaware) autorizzando e regolamentare il poker online all'interno dei propri confini, e persino creare accordi per condividere i giocatori tra stati diversi creando le basi per la liquidità condivisa.

Ad oggi, il poker online è legale e operativo solo in nove Stati ovvero Nevada (Sede delle Wsop online), New Jersey, Pennsylvania, Michigan, DelawareWest Virginia (Legale, ma con pochi operatori attivi), Connecticut, Rhode Island e in Maine ultimo Stato entrato che ha legalizzato il poker online a gennaio 2026.

Il problema principale del poker regolamentato negli Stati Uniti è la liquidità perché se si può giocare solo contro persone del tuo stesso stato, i premi sono bassi e i tavoli pochi. Per risolvere questo, è nato il Msiga (Multi-State Internet Gaming Agreement), accordo che consente a stati come New Jersey, Michigan e Nevada di unire i propri giocatori in un unico pool. Nel 2025, anche la Pennsylvania (uno dei mercati più grandi) ha finalmente avviato le procedure per unirsi al pool condiviso, trasformando radicalmente il traffico di gioco.