Bot farm di poker: cosa sono e perché rappresentano un rischio per i giocatori online

Un video diffuso da Martin Zamani su una presunta bot farm online ha riaperto il dibattito sull’integrità e sui possibili rischi del poker online.
Scritto da Redazione

Immagine generata con l'Intelligenza Artificiale

La recente denuncia del professionista di poker Martin Zamani ha riacceso i riflettori su uno dei temi più delicati del poker online: la presenza delle bot farm. Un problema tutt’altro che nuovo ma che continua a rappresentare una minaccia concreta per l’integrità del gioco e per i giocatori reali.

Un paio di giorni fa, Zamani ha condiviso ui social un video che mostrerebbe una presunta bot farm attiva sui siti Ignition e Bovada, due piattaforme di gioco online molto conosciute, soprattutto nel mercato nordamericano. Le immagini, della durata di circa trenta secondi, mostrano diverse stanze piene di computer e monitor, tutti collegati a tavoli di poker online tramite Vpn ma senza persone fisicamente presenti. 

Zamani ha chiarito di non essere l’autore del video né di aver creato i bot ma ha affermato che gli operatori coinvolti sarebbero a conoscenza del problema da tempo senza aver preso contromisure efficaci. Il post ha rapidamente superato le 700.000 visualizzazioni, alimentando un acceso dibattito sull’integrità del poker online.

COSA SONO LE BOT FARM DI POKER – Una bot farm di poker è un’operazione organizzata in cui software automatizzati (bot) giocano a poker online al posto di giocatori umani. A differenza dei singoli bot, una bot farm utilizza decine o centinaia di account, spesso coordinati tra loro, per essere presenti su più tavoli contemporaneamente e generare profitti sistematici.

Questi bot sono in grado di giocare in modo continuativo, anche 24 ore su 24, senza ovviamente subire cali di concentrazione o stanchezza. Seguono strategie matematiche ottimizzate, basate su grandi quantità di dati, e riescono a individuare e sfruttare con precisione errori o debolezze nel comportamento dei giocatori reali.

In alcuni casi, inoltre, più bot possono agire in modo coordinato, scambiandosi informazioni o evitando di ostacolarsi a vicenda, una pratica nota come 'collusione'. Il risultato è un ambiente di gioco profondamente sbilanciato, in cui il giocatore umano si trova in svantaggio fin dall’inizio, spesso senza nemmeno rendersi conto di non trovarsi di fronte avversari reali.

UN RISCHIO PER I GIOCATORI – La presenza di bot farm rappresenta un rischio serio per il poker online sotto molti punti di vista. Innanzitutto viene meno l’equità del gioco, perché i giocatori reali si trovano a competere contro software progettati esclusivamente per massimizzare i profitti. Questo squilibrio porta anche a una progressiva erosione della fiducia: quando i giocatori iniziano a sospettare che il campo di gioco non sia corretto, tendono ad abbandonare la piattaforma.

Nel lungo periodo, inoltre, i bot possono sottrarre liquidità ai tavoli, causando danni economici sia agli utenti sia all’ecosistema del sito. A rendere il problema ancora più grave è il fatto che, per un giocatore medio, distinguere un bot ben programmato da un avversario umano è estremamente difficile. Non sorprende quindi che il tema sia tornato al centro del dibattito proprio ora, in un contesto in cui l’intelligenza artificiale rende questi software sempre più sofisticati e difficili da individuare.

LE REAZIONI DEGLI OPERATORI – Il caso sollevato da Zamani ha spinto diversi operatori concorrenti di Ignition e Bovada a intervenire pubblicamente per ribadire il proprio impegno sulla sicurezza.PokerStarsUsa, per esempio, ha ricordato di disporre di un team di integrità composto da sessanta specialisti, tra ex professionisti del poker, data scientist e analisti statistici, che utilizzano software dedicati per individuare collusione, multi-account e uso di programmi proibiti.

ClubWpt Gold, con il suo consueto tono ironico, ha sottolineato che dietro la propria immagine social c’è un impegno serio: garantire che i giocatori non vengano penalizzati da bot e sistemi automatizzati. CoinPoker, invece, ha adottato un approccio diretto, dichiarando di applicare la regola del “ban precoce e immediato”. L’operatore ha annunciato di aver recentemente identificato e rimosso novantotto account bot, redistribuendo oltre 134.000 euro ai giocatori danneggiati, e ha promesso un report dettagliato una volta completati tutti i rimborsi.

Curiosamente, al momento, le voci che non si sono ancora sentite sono proprio quelle di Bovada e Ignition, che hanno prefeito non rilasciare commenti ufficiali, alimentando ulteriori critiche.

LA TRASPARENZA E IL FUTURO DEL POKER ONLINE – I bot non sono una novità nel poker online, ma il loro impatto è diventato più rilevante con l’evoluzione tecnologica. Per questo motivo, molti operatori investono oggi in sistemi automatici di rilevamento affiancati da controlli umani, analizzando comportamenti sospetti e vincite anomale.

Alcuni siti preferiscono non parlare apertamente del problema, mentre altri scelgono la trasparenza come strumento per rassicurare i giocatori. Per chi gioca online, la lezione è chiara: scegliere piattaforme che dichiarano apertamente come combattono bot e cheating è fondamentale per tutelare la propria esperienza di gioco.

Il caso Zamani, al di là delle singole accuse, ha avuto il merito di riportare al centro una domanda cruciale: quanto è davvero sicuro il poker online? Una risposta che, oggi più che mai, passa dalla lotta alle bot farm.