Rilancio dell’ippica italiana, il 2026 sarà l’anno giusto?

Secondo un'analisi pubblicata sul futuro del settore, il 2026 potrebbe essere l'anno buono per il rilancio dell'ippica nazionale, purché si attui la riforma delle scommesse ippiche innanzitutto.
Scritto da Redazione

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Come nostro costume, sui temi che trattiamo ci piace dare voce un po' a tutte le parti in causa.
Lo facciamo, spesso, anche per l'ippica, ospitando tante le posizioni espresse dai vertici del ministero dell'Agricoltura quanto quelle delle società di corse, dagli operatori della filiera, con visioni spesso antitetiche. Ma senza “tifare” per nessuno.

Ecco quindi che, fedeli alla nostra linea, ospitiamo un contributo inviato da Francesca Romana Nucci, sulle ipotesi in campo per il possibile rilancio del comparto nell'anno appena cominciato.

“Per riportare il settore in auge, le istituzioni e gli operatori hanno individuato nella riforma del sistema delle scommesse il pilastro primario e imprescindibile. In questo contesto, assume un’importanza centrale il documento unitario realizzato da tutte le categorie dell’ippica e consegnato ufficialmente nello scorso gennaio 2025 al sottosegretario con delega al settore, il senatore Patrizio La Pietra.

La proposta di riforma si articola su punti tecnici fondamentali per la sopravvivenza economica del comparto. Unificazione dei totalizzatori, con il superamento della frammentazione attuale per garantire masse critiche più elevate e quote più stabili.

Armonizzazione fscale: l’adeguamento del prelievo erariale sulle scommesse al totalizzatore, allineandolo a quanto già attuato con successo per le scommesse a quota fissa, per rendere il gioco ippico nuovamente competitivo.

Sinergie internazionali: l’allineamento delle formule di gioco a quelle in uso nei principali Paesi europei, facilitando collaborazioni con i grandi operatori esteri e l'ingresso in circuiti internazionali.

Il nuovo 'Take Five Plus': il coinvolgimento di un pubblico potenziale stimato in oltre 10 milioni di utenti attraverso l'introduzione di nuovi prodotti, tra cui il gioco provvisoriamente denominato 'Take Five Plus', pensato per intercettare l'interesse dei moderni appassionati”, si legge nell'approfondimento giornalistico.

 

Nel focus inoltre si cita la legge di bilancio 2026, con lo stanziamento per l'ippica di 152 milioni di euro reso pubblico dal ministero dell’Agricoltura: “Questi fondi, integrati dai benefici attesi dalla riforma del gioco, sono destinati al potenziamento del montepremi e all'innovazione tecnologica, elementi necessari per riportare le scuderie internazionali sulle piste italiane”, si legge.

Un passaggio riguarda anche l'ippodromo delle Capannelle con l'aggiudicazione per la gestione provvisoria nel 2026 alla società La Marsicana, che però non ha ancora firmato la convenzione. Il Comune di Roma, con l'assessore allo Sport Alessandro Onorato che si è impegnato a garantire la continuità occupazionale e sportiva dell'impianto, su vari fronti. E il futuro gestore potrà contare anche sul “finanziamento straordinario di 1 milione di euro inserito in Manovra”, con cui “l'area si prepara a un rilancio che garantisce stabilità a centinaia di lavoratori della filiera romana”.

Parlando di occupazione, secondo l'approfondimento giornalistico “il settore ippico nel 2026 si conferma una risorsa occupazionale immensa: veterinari, artieri, allevatori e professionisti della logistica formano un ecosistema che garantisce circa 50.000 posti di lavoro tra indotto diretto e indiretto. Un patrimonio di competenze che il 'Sistema Italia' non può permettersi di perdere”.

L'ippica quindi “appare” sulla rampa di lancio per rinnovarsi e crescere, secondo la chiosa finale: “Se il piano consegnato dalle categorie al senatore La Pietra troverà piena attuazione, il 're degli sport' potrà dirsi finalmente tornato sul suo trono”.

 

E questo lo auspichiamo anche noi.