Siag: ‘Aprire tavolo di crisi sull’ippodromo Capannelle’

Scritto da LP

Per il Siag urge istituire tavolo di crisi sull’ippodromo Capannelle con Comune di Roma, ministero dell’Agricoltura, Regione Lazio, Zètema e categorie del trotto e del galoppo.

“L’istituzione immediata di un tavolo di crisi che coinvolga: Comune di Roma, ministero dell’Agricoltura, Regione Lazio, Zètema (in qualità di gestore provvisorio indicato), rappresentanti delle categorie del trotto e del galoppo.”

La chiede Roberto Faticoni, a nome del Siag – Sindacato italiano allenatori guidatori – alla luce della perdurante incertezza sul presente e l’immediato futuro dell’ippodromo Capannelle, dove le corse non dovrebbero riprendere prima di settembre.

Il Siag esprime “profonda preoccupazione” e critica il comportamento dell’amministrazione che “ha determinato il blocco delle corse, paventando una possibile ripresa solo nel mese di settembre”.

Un fatto che condanna a un limbo pesantissimo l’ippodromo: “L’assenza di un gestore effettivamente operativo, dovuta a motivi tecnici e burocratici, sta causando danni giornalieri gravissimi all’impianto, ai lavoratori, agli artieri, ai proprietari e agli allenatori sia del trotto che del galoppo. Essendo l’ippodromo di Capannelle un impianto di proprietà di Roma Capitale, in assenza di un concessionario titolato, la responsabilità della custodia, della continuità funzionale e della messa in sicurezza ricade direttamente sull’amministrazione comunale. Il settore ippico non può pagare le conseguenze di ritardi burocratici, criticità documentali o soluzioni provvisorie non ancora attuate. È urgentissimo e necessario che il centro di allenamento venga immediatamente ripristinato e reso operativo per il benessere degli animali e l’interesse del comparto”.

Il Siag esige un “confronto trasparente, basato su atti concreti e tempi certi, per garantire la continuità dell’attività, la tutela dei posti di lavoro e la salvaguardia di un presidio sportivo strategico per la Capitale. Ogni ulteriore rinvio rischia di compromettere definitivamente il futuro dell’ippica romana. Chiediamo a Roma Capitale di assumersi la piena responsabilità delle decisioni adottate e di garantire una soluzione operativa immediata. In assenza di cambiamenti significativi, le categorie, già in stato di agitazione, sono pronte a manifestare il proprio dissenso nelle sedi competenti”.