Arbitrato e dissesto, Campione 2.0 pungola Casinò e Comune
I consiglieri comunali Verda e Marchesini (Campione 2.0) prendono ancora posizione sulla sospensione dell’arbitrato promosso dal Casinò e sul dissesto del Comune.
Arrivano nuovi commenti alla decisione della Camera arbitrale di Milano di sospendere l’azione di responsabilità promossa dalla Casinò di Campione Spa nei confronti di ex amministratori e sindaci in carica fra il 2011 e il 2018.
A prendere la parola in merito, dopo il consigliere indipendente Sergio Aureli ora sono i consiglieri di minoranza Simone Verda e Gianluca Marchesini (Campione 2.0) ricordando che sul tema hanno presentato una mozione specifica chiedendo al sindaco “di porre fine all’azione per contenere quantomeno le spese”.
Tale mozione è stata bocciata, quindi consiglio e giunta comunale hanno dato il via libera al Casinò per l’arbitrato. “Nessuno ha obbligato la società ad andare in arbitrato per ‘azioni di responsabilità’”, sottolineano Verda e Marchesini. Ai quali risulta che “il Tribunale di Como dal 15 dicembre 2025 si sia riservato la decisione – senza sciogliere ancora ad oggi la riserva – in merito al concordato e che non abbia dato consenso alla spesa superiore ai 200mila euro”. Ma non è noto “se sia stata richiesta autorizzazione al Tribunale per l’azione stessa”, puntualizzano.
IL RICORSO ALLA GIUSTIZIA ORDINARIA
Oltretutto ai due consiglieri risulta che la Casinò di Campione Spa avesse invitato tutte le parti in causa alla riservatezza, ma “fa rilasciare dichiarazioni ad un funzionario come se non ci fossero un presidente, un direttore generale, un socio con sterili ed inutili minacce che non spaventano proprio più nessuno”.
Il riferimento è alle parole espresse dal direttore amministrativo del Casino, Stefano Crespi, al quotidiano La Provincia di Como, in cui si legge: “Spetterà al prossimo consiglio di amministrazione decidere il da farsi: se pagare (le quote dell’arbitrato, Ndr) e andare avanti, oppure se portare tutto lungo i binari della giustizia ordinaria”.
In ultimo, gli esponenti di Campione sconsigliano “di intraprendere anche l’azione per via ordinaria per non aumentare in modo troppo elevato i risarcimenti danni ai convenuti che inevitabilmente saranno richiesti per il lodo ormai chiuso ed eventuale giudizio in via ordinaria”.
“DISSESTO, FARE CHIAREZZA PER CITTADINI E CANDIDATI”
Verda e Marchesini quindi dicono la loro anche sullo stato di dissesto negato dal Comune, rimarcando che hanno votato sempre “contro” in consiglio comunale, per i motivi che ora la Corte dei conti evidenzia, “a differenza di quanto fatto dalla maggioranza e da esponenti dei gruppi indipendenti”.
Secondo i due consiglieri di Campione 2.0 i cittadini hanno “il diritto di sapere in che condizioni versa il Comune” a loro tutela e anche “di chi oggi si sta democraticamente candidando per le prossime elezioni amministrative“. Ma sono “all’oscuro di ciò che troveranno e di quali enormi problemi dovranno affrontare”.