Campione, Fiamma Tricolore: ‘Trasparenza e rispetto dopo il fallimento del casinò’

Scritto da Daniele Duso
Per Campione Carlo Russo (Fiamma tricolore) chiede chiarezza, responsabilità e un nuovo rapporto con i cittadini, senza ‘compromessi elettorali’.

A Campione d’Italia si scalda il clima in previsione della prossima tornata elettorale. Una nota diffusa dal Movimento Sociale Fiamma Tricolore – Federazione Provinciale di Como riporta al centro della discussione una ferita ancora aperta: il fallimento del casinò del 2018. Il segretario organizzativo Carlo Russo parla di una “cicatrice che, ad oggi, non può dirsi rimarginata”, ricordando come il crack della casa da gioco abbia travolto lavoratori, famiglie e l’intero tessuto economico dell’enclave.

Russo denuncia una gestione politica successiva “priva della necessaria trasparenza”, con cittadini spesso esclusi dai processi decisionali. Il riferimento al Casinò è diretto: la mancanza di chiarezza amministrativa, secondo il movimento, ha impedito una ricostruzione credibile del rapporto tra istituzioni e comunità. “Il rispetto dei cittadini passa innanzitutto dalla chiarezza. E la chiarezza, a Campione, è mancata”, afferma Russo.

Una risposta, la sua, al bilancio tracciato ieri, 9 aprile, dal sindaco uscente, Roberto Canesi.

RUSSO: “CHI HA PERSO IL LAVORO NON È UNA VARIABILE SECONDARIA”
Il comunicato del Movimento Sociale Fiamma Tricolore insiste sul valore umano della crisi campionese. Russo ricorda che “chi ha perso il lavoro nel 2018 non può essere trattato come una variabile secondaria”. La nota sottolinea come le scelte amministrative degli anni successivi non abbiano sempre tenuto conto del sacrificio dei lavoratori coinvolti. Per il movimento, la politica locale avrebbe mostrato “informazioni parziali, comunicazioni tardive e scelte difficilmente comprensibili”, alimentando sfiducia e distanza tra istituzioni e cittadini.

Russo critica anche la frammentazione politica attuale, definendo la proliferazione di liste e alleanze “una politica più concentrata sugli equilibri interni che sulla responsabilità verso la comunità”. Campione, secondo il movimento, non può permettersi tatticismi, ma necessita di una guida stabile e coerente. Il richiamo al Casinò è costante: la casa da gioco non è solo un luogo fisico, ma un simbolo identitario che continua a influenzare la percezione del futuro dell’enclave.

CAMPIONE TRA FUTURO, SVIZZERA E RESPONSABILITÀ
Il documento guarda anche al futuro, indicando la necessità di una strategia chiara per rilanciare Campione d’Italia. Russo afferma che “Campione merita un’amministrazione che non dimentichi, che non nasconda, che non rimandi”. Il movimento chiede una svolta nella trasparenza amministrativa e nel rapporto con i cittadini, elementi considerati fondamentali per ricostruire fiducia dopo il fallimento del casinò.

Centrale anche il tema dei rapporti con la Svizzera. L’enclave, secondo Russo, deve sviluppare “una collaborazione stabile e trasparente con i territori svizzeri confinanti”, basata su accordi chiari e vantaggiosi. La posizione geografica deve tornare a essere un’opportunità, non un fattore di fragilità. Il comunicato denuncia inoltre che alcune scelte politiche recenti avrebbero rafforzato la percezione di una gestione poco orientata al bene comune.

Per il movimento, la comunità campionese ha bisogno di responsabilità verificabile, non di compromessi elettorali. La nota si chiude con un messaggio netto: “Serve una svolta netta: nella trasparenza, nel rapporto con i cittadini e nella capacità di dire la verità, anche quando è scomoda”.

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