Tar Lazio, ancora un ‘no’ al Masaf: nuova istruttoria per l’ippodromo di Albenga
La sentenza del Tar Lazio impone al ministero un riesame completo sottolineando criteri non motivati, punteggi incoerenti e necessità di trasparenza.
Non c’è pace per il Masaf: il Tar Lazio interviene, nuovamente, sulla programmazione ippica nazionale. Stavolta al centro della questione c’è il futuro dell’Ippodromo dei Fiori di Albenga. Con la nuova sentenza (la n. 08807/2026), i giudici della Sezione Quarta Quater hanno accolto parzialmente il ricorso della società ligure contro il Masaf. Il Tar annulla così gli atti relativi alla classifica degli impianti e alla ripartizione delle sovvenzioni.
Il tribunale rileva un “significativo difetto di motivazione” nelle scelte ministeriali, sottolineando che “la sostenibilità economica dell’intero impianto sportivo dipende interamente dalle scelte pubbliche operate dal ministero intimato”. Pur confermando il calendario delle corse, la sentenza impone una revisione profonda dell’istruttoria tecnica.
IL DIFETTO DI MOTIVAZIONE NELLA CLASSIFICAZIONE
Il cuore della decisione riguarda l’assenza di un collegamento logico tra i criteri teorici e il posizionamento dell’impianto ligure nella graduatoria nazionale. Il Tar evidenzia che “tra il decreto criteri e la effettiva collocazione dell’ippodromo nella graduatoria, non sussiste un diretto ed immediato collegamento percepibile”. Il confronto con l’Ippodromo di Milano ha mostrato punteggi privi di fondamento razionale.
I giudici censurano l’uso di formule “astratte o stereotipate” e criticano l’azzeramento del parametro qualità, ritenuto causa di “radicale disparità a danno degli ippodromi virtuosi”. La posizione diciannovesima di Albenga è stata giudicata immotivata e non coerente con i requisiti tecnici effettivi.
IL METODO AHP E L’OBBLIGO DI MOTIVARE
Il Masaf aveva richiamato il metodo Analytic Hierarchy Process per giustificare la neutralità del processo valutativo. Tuttavia, secondo il Tar, la mancanza di una motivazione analitica rende l’atto finale illegittimo. La sentenza ricorda che, una volta fissate le regole, “il ministero resta vincolato all’accertamento tecnico dei presupposti prestabiliti dalla propria normativa”.
Il tribunale quindi ordina un nuovo esame comparativo, garantendo alla società ricorrente piena partecipazione al procedimento. L’obiettivo è verificare l’effettiva sussistenza dei requisiti qualitativi dell’impianto di Villanova d’Albenga, evitando che la discrezionalità tecnica si trasformi in arbitrio.
RICALCOLO DELLE SOVVENZIONI E IMPATTO SUL SETTORE
Anche perché l’annullamento della classifica incide direttamente sulla ripartizione dei fondi pubblici. Il Tar ha stabilito che “dovranno essere ricalcolate le sovvenzioni dovute” per l’annualità sportiva di riferimento. Il Masaf ha novanta giorni per riesaminare l’intera pratica.
Se Albenga otterrà una posizione migliore, il ministero dovrà stanziare risorse aggiuntive anche in assenza di residui disponibili, poiché “la sentenza di annullamento non può trovare limiti nei vincoli di bilancio dell’ente”. Il tribunale ha inoltre censurato la suddivisione degli ippodromi in fasce strategiche senza adeguata motivazione. La decisione richiama la necessità di criteri trasparenti e omogenei per garantire stabilità e certezza regolatoria all’intera filiera ippica.
IL COMMENTO DEL SOTTOSEGRETARIO LA PIETRA
Alla sentenza è seguito il commento del sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, che ha difeso l’impianto complessivo della riforma. Secondo La Pietra, “il sistema complessivo della classificazione degli ippodromi, voluto dal Masaf per ottimizzare l’attività presente e futura degli impianti, ha registrato un riscontro positivo rispetto ai ricorsi presentati”.
Il sottosegretario ha definito molte impugnazioni “strumentali e privi del minimo intento costruttivo”, sottolineando che tali ricorsi hanno prodotto “l’unico effetto di determinare ritardi rispetto al decreto per le sovvenzioni”. La Pietra ha aggiunto che le resistenze di chi voleva mantenere lo status quo “si sono infrante contro il giudizio della giustizia amministrativa”. Il Masaf, ha concluso, fornirà “quanto prima i chiarimenti amministrativi richiesti” e proseguirà nel percorso di rinnovamento dell’ippica italiana.