Pvr, conti gioco e sistemi illegali: il Pd interroga il Mef anche al Senato
Dopo l’interrogazione alla Camera il Pd si muove anche al Senato chiedendo chiarimenti sui rischi del settore del gioco e sui sistemi che aggirano i limiti.
I rischi del settore del gioco, i mercati predittivi e i sistemi che aggirano i limiti al contante introdotti dal riordino del gioco sono i temi al centro di una interrogazione presentata da un gruppo di senatori del Partito democratico al ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il testo, che vede come prima firmataria Cristina Tajani (nella foto) denuncia un quadro in rapida evoluzione in particolare su riciclaggio e nuove pratiche digitali legate al betting. Assieme a Cristina Tajani firmano il documento anche Camusso, Losacco, Malpezzi, Casini, Manca, Mirabelli, Alfieri, Rojc, Verducci, Bazoli, Verini, Giacobbe, Rossomando, Giorgis, Nicita, D’Elia, Rando. Tutti chiedono a Giorgetti quali siano le informazioni in mano al Governo e quali interventi siano in cantiere.
Nell’interrogazione si legge che “il macrosettore delle tecnologie applicate alla speculazione sull’incertezza è in continua e rapida evoluzione”, mentre la normativa fatica a tenere il passo.
CRESCITA DEL GIOCO ONLINE E RISCHI DI RICICLAGGIO
I senatori richiamano la prima relazione sul settore dei giochi pubblici. Il testo afferma che “nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto 164,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,55 percento rispetto al 2024”. Di questi, “oltre 90 miliardi sono riconducibili al gioco a distanza”, che rappresenta ormai il 58 percento della raccolta totale.
L’interrogazione sottolinea le criticità evidenziate dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Secondo il documento, “il settore del gioco, soprattutto online, manifesta criticità connesse all’alimentazione dei conti di gioco con fondi provenienti da carte prepagate ricaricate in contanti”. La Uif ha inoltre rilevato “carenze nella verifica delle anomalie legate all’uso di strumenti di pagamento diversi dal contante”.
IL NODO DELLE RICARICHE E I LIMITI INTRODOTTI DAL RIORDINO
L’interrogazione, che si ricollega ad una richiesta analoga presentata martedì 26 maggio dai deputati Merola e Vaccari alla Camera, richiama l’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024, che ha introdotto limiti stringenti all’uso del contante nei punti vendita ricariche. Il testo ricorda che la norma prevede che “oltre il limite complessivo settimanale di 100 euro non sia consentito il ricorso al contante”.
Secondo i senatori, però, “diversi concessionari avrebbero attivato sistemi basati su carte nominative di ricarica, wallet interni o strumenti analoghi”, consentendo operazioni che “aggirano di fatto la ratio della norma”. Il semplice tracciamento contabile interno “non appare sufficiente a garantire la conformità alla normativa antiriciclaggio”, soprattutto quando l’alimentazione avviene con fondi cash based. Il Pd chiede quindi di sapere se tali strumenti siano stati autorizzati e con quali valutazioni.
IL CASO POLYMARKET E I RISCHI DI EVASIONE
L’interrogazione affronta anche il tema delle piattaforme di mercato predittivo, in questo periodo spesso al centro di molti confronti. Il testo denuncia “la mancanza di una regolamentazione dedicata e l’assenza di autorizzazioni dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli”, che crea una “zona grigia con preoccupanti problemi legati al riciclaggio di denaro”.
Molte piattaforme richiedono solo un wallet in criptovalute, permettendo di movimentare capitali senza controlli. Poiché le transazioni avvengono tramite smart contract, “il fisco non riesce a ricondurre un determinato wallet crittografico all’identità reale del contribuente”.
Il testo cita anche il caso Polymarket, “oscurata nell’ottobre 2025”, ma oggi raggiungibile in modalità consultazione e diventata “main sponsor della Lazio”.
MATCHED BETTING, SUREBET E MULTIACCOUNT
I senatori segnalano la diffusione di pratiche come matched betting e surebet, definite come attività che “consentono di conseguire profitti tendenzialmente garantiti” e che spesso sfuggono al fisco. Intorno a queste attività si è sviluppata “una vera e propria offerta commerciale”, con siti, software e servizi in abbonamento.
Il testo evidenzia anche la pratica del multiaccount, “consistente nell’apertura e nella gestione di una pluralità di conti di gioco intestati a familiari o a terzi compiacenti”. Una condotta che viola i regolamenti e “presta il fianco a fenomeni di intestazione fittizia e impiego di prestanome”.
LE RICHIESTE AL MEF
I senatori chiedono “quali misure il Ministro abbia adottato o intenda adottare per contrastare questi fenomeni di riciclaggio e di evasione fiscale”.
Domandano inoltre se i sistemi di ricarica alternativi siano stati autorizzati e “quali iniziative intenda assumere per garantire la piena tracciabilità dei flussi”.
Infine, sollecitano un intervento sulle piattaforme predittive non autorizzate e sulle pratiche di matched betting, surebet e multiaccount, chiedendo strumenti più efficaci per la verifica della clientela e la tutela del gioco responsabile.
Crediti fotografici ©Cristina Tajani /Profilo Instagram C. Tajani