Riordino gioco, cinque mozioni all’esame della Camera
All’ordine del giorno della Camera l’esame delle cinque mozioni sul gioco presentate dai partiti di opposizione.
Sono calendarizzate per oggi, alla Camera, le discussioni sulle cinque mozioni sul gioco pubblico. Come comunicato nella giornata di ieri, 17 giugno, gli atti sono inseriti all’ordine del giorno di oggi, giovedì 18 giugno.
LE MOZIONI SUL GIOCO
Le mozioni sono state presentate nei giorni scorsi da Partito democratico, Movimento cinque stelle, Italia viva, Avs e, nella giornata di martedì, da Azioni. Ne ricordiamo brevemente i contenuti.
LA MOZIONE MEROLA (PD)
La prima mozione in ordine di presentazione, è quella del Partito democratico, firmata da Virginio Merola e Stefano Vaccari, propone una riduzione dell’offerta e una maggiore attenzione ai cittadini, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze dell’erario con il benessere collettivo.
LA MOZIONE SILVESTRI (M5S)
Francesco Silvestri del Movimento cinque stelle invece sollecita il Governo a dare “piena attuazione alla delega per il riordino della rete fisica del gioco pubblico”. Auspicando una riduzione progressiva dell’offerta, sia fisica che online, per diminuire la dipendenza del bilancio pubblico dalle entrate dell’azzardo.
LA MOZIONE GIACHETTI (IV)
Roberto Giachetti, di Italia viva, spinge per l’adozione dei decreti legislativi per il riordino della rete fisica del gioco entro il 29 agosto 2026, superando quindi il regime di proroghe attuale.
LA MOZIONE ZANELLA (AVS)
La mozione di Luana Zanella (Avs) chiede il governo più trasparenza sui dati, nuove restrizioni sulla pubblicità e niente compartecipazione con gli enti locali, ricostituendo l’Osservatorio per il contrasto al gioco d’azzardo presso il Ministero della Salute.
LA MOZIONE SOTTANELLI (AZIONE)
E infine la mozione presentata da Giulio Sottanelli, di Azione, che invita il governo a garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile delle filiere economiche, “con particolare attenzione ai comparti che dipendono in misura significativa dai relativi proventi, quali il settore ippico”.