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Nuova tassa Ue sulle importazioni Usa congela il mercato del flipper

La battaglia dei dazi tra Stati Uniti e Ue rischia di far sparire il flipper in Europa e in Italia: dal 10 novembre annullate tutti gli ordini nel Continente.

 

Per molti anni il marchio di produzione “Made in Usa” ha rappresentato un valore aggiunto nel nostro paese e non solo. Anche (e soprattutto) nel settore dell'intrattenimento, dove gli Stati Uniti hanno sempre fatto da padroni, come leader indiscussi nella produzione di videogiochi arcade e flipper. Adesso però la situazione si è ribaltata, con la provenienza di un prodotto dagli States che diventa addirittura una condanna. Tutto questo a causa dei dazi imposti dall'Unione Europea ai prodotti provenienti oltreoceano, in risposta alle stesse politiche restrittive adottate dal presidente uscente Donald Trump nei confronti dei prodotti Ue. Con una sovrattassa di ben il 25 percento sulle importazioni, che rischia di compromettere non pochi mercati. Tra i quali, appunto, anche quello del flipper: strettamente legato alla pressoché unica produzione americana, ma con le esportazioni nel Vecchio Continente che raggiungono anche il 40 percento delle vendite. Peccato però che il flipper (codice di prodotto: 95 04 30 10) sia finito nel novero dei prodotti soggetti al dazio doganale, insieme ad altre produzioni americane come: ketchup, succo d'arancia, formaggio cheddar, tabacco, patate dolci o trattori? Tutto questo a causa di una controversia in corso con gli Stati Uniti sui sussidi pagati ai produttori di aeromobili Boeing e Airbus. E – come detto - di una risposta “sul campo” dell'Europa alle misure imposte da: motivo per il quale, nel Vecchio Continente, ci si aspetta che adesso, con la nuova presidenza di Joe Biden, si possa quanto meno ridiscutere la situazione, per evitare dei rincari che rischierebbero di creare non pochi problemi, soprattutto in un periodo di forte crisi economica come quella che si trovano ad affrontare tutti i mercati (e i consumatori) a causa della pandemia.

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Nel frattempo però, la nuova tassazione è già in vigore, dal 9 novembre 2020, e nel mondo del flipper si traduce in un rincaro di oltre mille euro per ogni singolo gioco. Decisamente insostenibile, al punto che tutti gli importatori europei hanno annullato gli ordini che avevano in ballo con gli Stati Uniti, sapendo già di non poter innalzare di così tanto una vendita, né tanto meno di poter assorbire tali costi in altro modo, visti i margini notevolmente ristretti. La situazione, tuttavia, potrebbe portare ad altri cambiamenti nella geopolitica del flipper, se la nuova amministrazione non dovesse decidere di rinegoziare la questione (a stretto giro) con l'Europa. Di tutto questo parliamo sulla rivista Gioco News di dicembre 2020, in uscita nei prossimi giorni, in uno speciale di approfondimento dedicato alla materia.

 

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