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Tar Lazio: 'Bingo, sì a decadenza per cospicuo debito erariale'

Il Tar Lazio conferma decadenza della concessione per sala bingo gestita da società con cospicuo debito erariale, quindi priva delle qualità necessarie.

Non è necessario, “ai fini della decadenza, il previo definitivo accertamento penale circa la commissione di reati ostativi” in quanto le condotte contestate al precedente amministratore e la persistenza di un cospicuo debito erariale inducono, da un lato, a ritenere venuto meno il rapporto fiduciario che connota questo tipo di concessioni e dall’altro a considerare ancora attuale la prevalenza, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, dell’esigenza “pubblica concretizzata nel provvedimento impugnato, che è quella di non consentire la gestione della concessione da parte di soggetto privo delle qualità necessarie”.

 

Lo ricorda il Tar Lazio, citando quanto evidenziato dal Consiglio di Stato in sede di appello cautelare, nell'ordinanza con cui respinge la domanda cautelare avanzata da una società contro la decadenza dalla concessione per la gestione della sala destinata al gioco del bingo disposta dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli.
 
Secondo i giudici, "la rideterminazione del debito erariale in capo alla società dagli originari 4.360.196,73 agli attuali 2.456.639,29, così come la nomina di un nuovo amministratore non inficiano l’articolata istruttoria sulla quale si fonda la disposta decadenza dalla concessione espletata sia dall’Agenzia resistente che dalla Guardia di Finanza”.
 
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