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Bingo, Barbieri (Ascob): 'Canoni insostenibili, Governo intervenga'

  • Scritto da Francesca Mancosu

Dopo l'incontro con Freni (Mef), Barbieri (Ascob) chiede al Governo di ridurre canoni delle sale bingo e di cancellarli per i mesi di lockdown: 'Confronto con Adm e associazioni'.


Cancellare il canone concessorio relativo ai mesi in cui le sale sono rimaste chiuse per via dei decreti del Governo per il contenimento del Covid, ridurre il canone concessorio da 7.500 euro a 2.800 euro mensili per il periodo compreso fra il 1° giugno 2021 e il 31 dicembre 2022, introdurre la possibilità di effettuare il versamento del prelievo erariale Bingo e del compenso per il controllo centralizzato del gioco con cartelle postargate a 90 giorni.

Sono queste le richieste avanzate da Salvatore Barbieri, presidente dell’Ascob - Associazione concessionari del bingo, nel corso di un incontro con il sottosegretario all'Economia e alle finanze, Federico Freni, tenutosi ieri, 19 gennaio.

L'obiettivo, come evidenzia Barbieri a GiocoNews.it, è quello di fermare la crisi del settore, che è iniziata già diversi anni fa ma è stata "ulteriormente aggravata dalla pandemia, dalle chiusure per il contenimento del Covid e poi di nuovo, quando in seguito alle riaperture di giugno 2021 si intravedeva qualche timido segnale di ripresa, con l'introduzione dell'obbligo di green pass per l'accesso alle sale. Sia chiaro: andava fatto e l'abbiamo fatto, ma ora abbiamo bisogno di un aiuto. Non vogliamo ristori ma vogliamo essere messi in condizione di lavorare".
 
Una richiesta che è stata al centro di una serie di lettere inviate nei mesi scorsi a tutti i politici di riferimento, al ministero dell'Economia e delle finanze, al sottosegretario Federico Freni, al ministro Daniele Franco, e all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, "con l'auspicio che il direttore generale Marcello Minenna faccia capire al Governo che in mancanza di interventi le sale chiuderanno tutte, visto che il compito di Adm non è solo quello di controllare ma anche di tutelare le concessioni dello Stato".

Sotto la lente ovviamente non ci sono solo gli "effetti" del lungo lockdown subito dal settore fra 2020 e 2021 e dell'introduzione del green pass, ma innanzitutto l'ammontare dei canoni.
Insostenibili già prima della pandemia e impossibili da pagare adesso, alla luce del calo di ingressi e di incassi. "Forse potranno restare in piedi 30 o 40 sale in tutto a quel canone", che, lo ricordiamo, è di 7500 euro mensili, a fronte dei 2800 che si sono detti pronti a pagare gli operatori del bingo. Una riduzione che è finita anche al centro di un ricorso, prima al Tar Lazio e poi alla Corte costituzionale, con una sentenza arrivata a dicembre 2021, che ha tagliato le gambe alle sale.
Da qui la decisione di intensificare l'interlocuzione con la politica per dire, rimarca ancora Barbieri, che "non ce la facciamo, tanto che alcuni concessionari hanno chiesto di riconsegnare le concessioni. Si parla tanto di prossimi bandi di gara ma in queste condizioni difficilmente ci sarà qualcuno in grado di arrivarci.
Nella prima fase della pandemia, nella primavera del 2020, il Governo stabilì che le sale chiuse per Dpcm non dovevano pagare il canone, nella seconda fase, in autunno, questa misura non è stata più adottata, e, anzi, ci hanno chiesto la differenza dei canoni non pagati e si sono riservati di chiedere i canoni anche per i periodi in cui le sale erano chiuse. Nessuno può riuscire a pagare 7500 euro al mese così, è un paradosso esercitare una concessione 'zoppa' in un periodo di crisi e dover sottostare a canoni 'pieni', considerando che nessuna banca ci ha dato la possibilità di accedere ai finanziamenti dello Stato garantiti dalla Cassa depositi e prestiti e che molte ci hanno addirittura chiuso i conti".

Ora che l'appello alla politica è stato lanciato, non resta che vedere cosa succederà nel dibattito parlamentare. "Purtroppo, nononostante l'impegno del sottosegretario Freni, che apprezziamo molto, la soluzione non dipende solo da lui, ma dal ministro Franco e dalle forze di Governo, che spesso continuano a vedere il gioco in modo negativo, dimenticando che anche se per l'Erario il bingo vale lo 0,001 percento, dà lavoro a 12-16mila persone, fra indotto e sale", sottolinea il presidente Ascob.
Approfittandone per invitare il settore "all'unità e al confronto interno". Per il bene di tutti.
 
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