Casinò alla prova estate, tra dati e attese
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Mese di agosto 1994 |
Saint Vincent |
Venezia |
Sanremo |
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Roulette francese |
4.081.693 |
3.672.840 |
2.773.546 |
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Chemin de fer |
1.727.525 |
1.400.315 |
906.990 |
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presenze |
117,129 |
45.960 |
53797 |
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Mese di agosto 2019 |
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Roulette francese |
444.615 |
314.836 |
307.940 |
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Chemin de fer |
84.260 |
245.315 |
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presenze |
30.078 |
68.030 |
15.389 |
Ciò che mi interessa, non tanto per una questione che definire statistica può sembrare riduttivo quanto per toccare con mano gli effetti di una apertura prolungata a Ca’ Noghera, è il risultato relativo al mese di agosto 2022 delle due sedi del casinò di Venezia.
In altri termini se le frequentazioni di qualità hanno subito o meno variazioni. Questo lo si potrà, penso, appurare dai ricavi delle slot machines raffrontati con quelli delle stesso mese del 2019 che sono a mie mani.
Sicuramente, e questa è una mia personalissima convinzione, così come in passato il periodo migliore per Campione non era l’estate, quello per Venezia dovrebbe essere proprio l’attuale. Il turismo di qualità, il festival del cinema e la possibilità di vedere una città unica al mondo attraggono e la casa da gioco, in specie Ca’ Vendramin, la colloco nel citato comparto. Forse perché ho un pochino di nostalgia avendovi lavorato nel 2001.
Il ricordo del 2001 mi fa pensare a quello che erano i giochi tradizionali un tempo anche se dall’agosto, se non erro il 25, fu inaugurata la sede di Ca’ Noghera maggiormente dedicata alla quantità. E si trattò di una ottima idea che portò i ricavi complessivi ad importi mai pensati forse neppure dal direttore generale Gianni Corradini.
Allo stesso tempo non posso dimenticare, all’epoca 1994 quando ero ancora un lavoratore dipendente, che nella sommatoria dei ricavi annuali di Saint Vincent e Venezia si notava che il 66 percento era la parte del primo ma, evidenziando due giochi tradizionali, troviamo che lo chemin de fer rappresenta il 26 a Saint Vincent e il 39 percento a Venezia e la roulette francese il 7 a Saint Vincent e il 16 percento a Venezia.
Desidero richiamare la quota di Saint Vincent nella citata sommatoria. Ciò per rilevare quanto, in un passato lontano, a Venezia prima della creazione della seconda sede di Ca’ Noghera, lo chemin de fer abbia rappresentato nella maniera più compiuta quello che era noto come il fiore all’occhiello di una casa da gioco.
Se andassimo a visionare i ricavi relativi all’anno 2019 dello chemin de fer potremmo notare che sono il 50 percento di quelli ottenuti dal punto banco il gioco che si pensava soppiantasse la chemin. Invece, come spesso ho scritto, il primo ha continuato a formare una attrattiva anche se gli appassionati di questo gioco sono diminuiti così come lo sono state le presenze nelle case da gioco.
Un po’ per le mutate condizioni economiche, un po’ per la concorrenza che si può avvalere della pubblicità e, non per tutti, i costi di gestione che ritengo più abbordabili.
Non mi sono noti i risultati del casinò di Campione d’Italia ma, stante la nuova situazione dopo la riapertura che certamente prevede un rodaggio iniziale dopo una così lunga fermata, non mi pare il tempo per sottoporli a confronto.
Chiaramente non appena saranno noti i dati del mese di agosto di tutte quattro le case da gioco italiane mi riservo di approfondire gli argomenti trattati e, se possibile, ampliarli.
Copiando da altri e condividendone il pensiero che ovviamente non mancano le nubi all’orizzonte, l’unica condizione che ci fa temere sono le preoccupazioni esterne. Le incertezze del mercato riguardano tutti, nessuno si “può sentire escluso”.