Casinò, obiettivo allargamento mercato
Un tempo ormai lontano mi divertivo a calcolare le quote di mercato, sia per tutti i giochi sia per le presenze con le variazioni; ne proponevo una copia ai dipendenti di Saint Vincent ponendola nella bacheca del sindacato.
I casinò italiani erano quattro e, forse per le condizioni economiche di allora o per qualche altro motivo, i dati erano sempre interessanti. Lo chemin de fer – che io amavo definire il fiore all’occhiello – era molto in voga e le gare con i relativi premi erano più o meno settimanali a turno.
Poi negli anni sono arrivati i giochi americani e le slot che hanno portato nuovi frequentatori e risorse considerevoli tanto che li hanno introdotti in tutte le case da gioco. La prima è stata Saint Vincent e confesso che non pensavo potessero suscitare tanto interesse.
Alla fine degli anni ‘90, se non erro nel mese di agosto del ‘99, è stata inaugurata la sede di Ca’ Noghera che ha visto il casinò di Venezia passare al primo posto per introiti e presenze.
Una dimostrazione in più, se ce ne fosse necessità, che un’offerta diversificata e numerosa può soddisfare nel migliore dei modi la domanda.
Chiaramente occorre dire che la casa da gioco di Venezia è stata la prima ad applicare la multifunzionalità nei dipendenti addetti ai giochi; un motivo in più a conforto di quanto, da troppo tempo, sostengo quale possibile risparmio sul costo del lavoro.
Non posso fare a meno di indicare l’importanza del miglioramento dei servizi alla clientela, qualità questa inscindibile a mio parere dallo adeguamento dell’offerta alla domanda. È di tutta evidenza che il servizio determina un costo spesso e volentieri recuperabile; lo è altrettanto la multifunzionalità che – permettendo l’accennato risparmio – consente una problematica più leggera nei riguardi di un investimento, ad esempio il relativo ritorno.
Ora la nota dolente, non si deve arrivare al punto che il mercato che si è formato durante la chiusura del casinò di Campione d’Italia non faccia progressi e, conseguentemente, ciò che di divideva in tre lo si debba dividere in quattro.
La concorrenza si è attrezzata, non dimentichiamo San Marino che, mensilmente, informa su gioconews casino.it delle sue performances in introiti e in presenze; tra queste quelle nuove. Non è difficile leggere nei risultati della sala Diamond di Rovereta le preferenze dei giocatori dei quali, numerosi, pare non si rivolgano più all’offerta nazionale.
La pandemia col relativo stato di emergenza sta per finire, lo si spera ardentemente per tutti; il desiderio di tornare, magari piano piano, alla normalità o quasi, si sente nell’aria, la voglia di abbandonare in parte il gioco online probabilmente molto diffuso; ecco la necessità di adeguarsi ai tempi.
Certamente – e ritorno su un tema già trattato – una variazione in più nell’incidenza dei proventi slot sul totale può diventare un serio avviso di qualcosa da monitorare seriamente. Infatti, come non mi stanco di scrivere, rileva anche sulla composizione dei proventi lordi dei giochi da tavolo per quanto attiene ai cosiddetti proventi aleatori e/accessori che dir si voglia.