Fiamma Tricolore: ‘Dimissioni Venditti tardive dovute a esposizione mediatica’

Dimissioni di Mario Venditti dalla presidenza del Casinò Campione. Secondo Fiamma Tricolore sono dovute ‘a esposizione mediatica e non a tutela del Comune’.
Scritto da Redazione

“Con riferimento alle recenti dimissioni del Mario Venditti dalla carica di presidente del Consiglio di Amministrazione del Casinò di Campione d’Italia, la Fiamma Tricolore – segreteria provinciale di Como – ritiene doveroso esprimere alcune considerazioni. In primo luogo, appare evidente come tali dimissioni, così come le dichiarazioni rilasciate in queste ore dal sindaco di Campione d’Italia, Dr. Roberto Canesi, che ne ha auspicato l’allontanamento, giungano tardive e conseguenti più all’esposizione mediatica e giudiziaria che a una reale volontà di tutela dell’immagine pubblica del Comune.”

È quando si legge in una nota di Fiamma Tricolore diffusa dal segretario organizzativo di Como, Carlo Russo, in merito alle recenti dimissioni del presidente del Casinò Campione d’Italia, Mario Venditti. Dimissioni che giungono a seguito dell’indagine per corruzione in atti giudiziari nell'ambito dell'inchiesta sul delitto di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007.

Tra i concetti fondamentali espressi da Fiamma Tricolore è bene “ricordare ai cittadini che già in occasione del rinnovo della carica al Dr. Venditti, il gruppo consiliare di minoranza “Campione 2.0” aveva presentato un’interrogazione formale, chiedendo di non procedere alla riconferma, proprio in considerazione delle notizie già pubblicamente emerse in merito alla sua possibile iscrizione nel registro degli indagati. Tale richiesta, documentata e circostanziata, fu respinta dalla maggioranza, che scelse di proseguire nella nomina nonostante i dubbi di opportunità sollevati”.

Secondo Fiamma Tricolore questa vicenda “evidenzia una grave carenza di attenzione istituzionale, laddove sarebbe bastato applicare un minimo di prudenza amministrativa e di rispetto per il principio di legalità e per i criteri di imparzialità e buon andamento sanciti dall’articolo 97 della Costituzione Italiana. È dovere di chi ricopre incarichi pubblici non solo essere al di sopra di ogni sospetto, ma anche evitare situazioni che possano minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

A conclusione che “in questo quadro sconfortante, nessun partito politico, né a livello locale né nazionale, ha mai sollevato pubblicamente la questione. Solo la voce della Fiamma Tricolore si è distinta, con coerenza e responsabilità, nel denunciare per tempo l’inopportunità di tale incarico e nel difendere i principi di correttezza e trasparenza nella gestione della cosa pubblica”.