Las Vegas perde migliaia di posti di lavoro: il calo del turismo pesa sull’economia dei casinò

Tra settembre e novembre 2025, persi 4.700 posti. I settori dell’ospitalità e delle costruzioni risultano i più colpiti, mentre il calo dei visitatori continua a pesare sull’economia locale.
Scritto da Redazione

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Las Vegas chiude il 2025 con un nuovo segnale d’allarme per la sua economia fortemente legata al turismo e al gioco. Secondo un recente report del Nevada Department of Employment, Training and Rehabilitation, l’area metropolitana ha perso circa 4.700 posti di lavoro tra settembre e novembre, un dato che riflette il prolungato rallentamento dei flussi turistici nella capitale americana dei casinò. Curiosamente questo periodo di difficoltà della capitale del gioco non rispecchia quello dello stato del Nevada, che ha chiuso l'anno in positivo… nonostante la Strip! 

I settori più colpiti sono stati leisure e hospitality – che comprendono hotel, ristoranti, casinò e intrattenimento – insieme alle costruzioni, dove molte aziende hanno ridotto il personale dopo la conclusione di grandi progetti. A livello statale, alcune perdite sono state parzialmente compensate dalla crescita nei comparti commercio, trasporti e servizi di pubblica utilità, ma non abbastanza da invertire la tendenza negativa.

Secondo l’economista capo del Nevada Department of Employment, Training and Rehabilitation, David Schmidt, il mercato del lavoro del Nevada rimane “abbastanza stabile”, anche se due settori mostrano perdite di posti più persistenti: edilizia e finanza-assicurazioni. Un elemento curioso emerso dal report è che, nonostante i tagli occupazionali, i salari continuano a crescere, rendendo più complessa la lettura più ampia dello stato dell’economia.

TURISMO IN CALO E OCCUPAZIONE SOTTO PRESSIONE – Il vero nodo resta il turismo. Fino a novembre, Las Vegas ha accolto circa 35,5 milioni di visitatori, oltre 2,8 milioni in meno rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa flessione ha avuto un impatto diretto sulle attività chiave della Strip: gestione alberghiera, casinò, ristorazione, spettacoli e fiere. In particolare, l’occupazione nei giorni feriali è diminuita, penalizzata dal calo dei viaggi business e degli eventi congressuali.

Il clima di incertezza si riflette anche nella fiducia delle imprese. Un sondaggio dell’Unlv Center for Business and Economic Research indica che l’ottimismo dei dirigenti locali è ai livelli più bassi dai tempi della crisi di fine anni 2000. Con una disoccupazione superiore al 5,5%, una delle più alte tra le grandi aree urbane degli Stati Uniti, Las Vegas continua a pagare il prezzo della sua dipendenza dal turismo.

UNO SGUARDO AL FUTURO – Le autorità locali puntano ora sui grandi eventi in programma per il 2026 e su una strategia di diversificazione economica, pensata per rendere Las Vegas attrattiva non solo per il gioco e il divertimento. La speranza è che nuove manifestazioni internazionali e investimenti mirati possano riportare visitatori, occupazione e fiducia nel breve-medio termine.

Resta però una certezza: la ripresa di Las Vegas passerà ancora una volta dal turismo, cuore pulsante dell’industria dei casinò e dell’intera economia locale.