Stake casinò accusato di pratiche illecite: nella bufera anche il rapper Drake
Riflettori puntati su Drake ma questa volta le luci non giungono dal palcoscenico ma da alcuni capi d’accusa. Secondo quanto riporta Card Player infatti il noto rapper canadese è tra gli imputati in una class action contro Stake, una piattaforma di casinò con premi. Stando a quello che apprendiamo, dunque, i querelanti hanno intentato la causa in Missouri contro Sweepsteak, ovvero la società madre di Stake.
Tra gli incriminati risulta anche lo streamer Adin Ross. Secondo la rivista Forbes, i querelanti sostengono che Drake e Ross siano coinvolti nella promozione fraudolenta delle piattaforme. La società è di proprietà di Ed Craven e Bijan Tehrani che a loro volta possiedono la piattaforma di gioco con denaro reale con lo stesso nome, ma con un indirizzo Url diverso, disponibile per i giocatori fuori dei confini degli Stati Uniti.
Drake vanta una partnership di lunga data con Stake e pubblica regolarmente le sue giocate sui suoi canali social. La causa che dunque è stata mossa contro il noto rapper si basa su “pratiche commerciali illecite". E qui viene il bello: un querelante di nome Justin Killham sostiene infatti di aver perso denaro sulla piattaforma statunitense proprio "a causa delle pratiche commerciali illecite degli imputati".
Come molti casinò con lotterie, Stake utilizza una struttura a doppia valuta. I giocatori acquistano dei token che possono essere utilizzati come denaro virtuale. Tuttavia, i giocatori ricevono un importo corrispondente in una valuta secondaria che può essere convertita in denaro e premi.
Killham sostiene che questa configurazione sia in realtà costruita per eludere le leggi statali sul gioco, aggiungendo che secondo lui la piattaforma non sia altro che un'attività di gioco online. La causa si riferisce al sistema a doppia valuta come a un "veicolo trasparente per il gioco con denaro reale" e sostiene inoltre che l'azienda abbia preso di mira gli adolescenti attraverso le sue attività di marketing sui social media.
I casinò con concorsi a premi sono stati oggetto di crescenti critiche negli ultimi anni e diverse legislature statali hanno vietato le piattaforme. La California è stato l'ultimo stato a introdurre un divieto. Gli operatori sostengono che gli utenti possono giocare gratuitamente e non sono obbligati ad acquistare nulla. Anche Stake è stata citata in giudizio in California all'inizio di quest'anno. Tuttavia, il caso in California è stato intentato dal procuratore della città di Los Angeles ed è ancora in attesa di una sentenza.