Arbitrato Casinò, Campione 2.0 al sindaco: ‘Chiarire su cessione al Comune delle quote dei vecchi soci’
A Campione d'Italia continua a tenere banco la decisione della Società Casinò di Campione Spa di chiedere 80 milioni di euro di danni a chi ha amministrato la Casa da gioco fino al 2018, anno in cui è stato dichiarato fallito dal Tribunale di Como, aprendo un arbitrato alla Camera arbitrale di Milano, con l'autorizzazione del sindaco Roberto Canesi, in rappresentanza del Comune.
La questione è oggetto di una nuova interrogazione con risposta scritta presentata al sindaco Roberto Canesi dai consiglieri di minoranza di Campione 2.0, Simone Verda e Gianluca Marchesini.
“In riferimento alle motivazioni che hanno portato la società Casinò ad adire in arbitrato alcuni ex amministratori, in modo particolare quelli che hanno cessato l’incarico prima o al 31.12.2014; in riferimento all’atto del notaio Dott. Massimo Caspani datato 29.12.2014, nr rep 67093, dove il Comune di Campione acquistava le quote dei Soci Cciaa di Como e Lecco, nonché Province di Como e di Lecco e le pagava al valore nominale, creando la nuova società a capitale interamente di proprietà del Comune di Campione con 'fusione e incorporazione' della Casinò Municipale di Campione spa, e in aggiunta, all’art. 6 del citato atto, si concedeva anche la 'manleva', ci è difficile se non impossibile credere che il consiglio comunale in carica al 29.12.2014 acquistasse azioni di una società che oggi si dice, nei fatti, già in situazione fallimentare, si chiede perché non sono stati chiamati in solido anche tutti i componenti comunali e l’organo di vigilanza presente nel casinò alla data sopracitata. Ora i casi sono due, egregio Signor sindaco, o si sono sbagliati nel 2014, e allora cosa aspetta a denunciare i fatti alla Magistratura e alla Corte dei conti o sta sbagliando adesso con un’azione di cui attendiamo ancora giustificazioni, come da nostra precedente interrogazione rimasta tuttora senza risposta”, si legge nell'interrogazione.
Verda e Marchesini quindi invitano Canesi ad assumersi, nel secondo caso, “le proprie responsabilità amministrative e politiche , prima dimettendosi e risarcendo i danni che questa 'avventata' iniziativa comporta. Per inciso, lei ha dichiarato che 'è un atto dovuto' quando sa bene, da illuminato e riconosciuto professionista quale lei è che questo non e' proprio così vero. Infine vediamo che si insiste parlando di mala gestio che ha portato al fallimento del Casinò, le ricordiamo che il fallimento è stato revocato e pertanto, dire cose non vere, non si fa il bene del Casinò e del nostro splendido e amato Comune dove di conseguenza le persone si aspettano da lei, signor Sindaco una illuminata amministrazione senza alimentare sui giornali cattiva pubblicità a Campione d’Italia”.