Casinò, nulla da fare su riapertura anticipata in zona gialla

Respinti o ritirati i subemendamenti che chiedevano di anticipare la riapertura del gioco in zona gialla.
Scritto da Anna Maria Rengo

Casinò, nulla da fare su riapertura anticipata in zona gialla

Per riaprire, i casinò dovranno aspettare il 1° luglio o, sperabilmente e prevedibilmente, che le loro regioni di riferimento diventino zona bianca, visto che è stato raggiunto l’accordo tra Conferenza delle Regioni e ministero della Salute affinché, in quel colore, le attività sospese possano riaprire.

La commissione Affari sociali della Camera sta infatti proseguendo nell’esame degli emendamenti presentati al Dl Riaperture, quello che incorpora i contenuti del nuovo decreto in materia, che prevedono appunto che giochi, scommesse, bingo e casinò possano riaprire, in zona gialla, dal primo luglio. E se ha approvato l’emendamento del Governo che trasla dal nuovo al vecchio decreto Riaperture (che non ne faceva cenno) la riapertura dei giochi al primo luglio, nella seduta di ieri, giovedì 27 maggio, ha invece esaminato tutti i subemendamenti alla disposizioni che erano stati presentati e che erano stati accantonati in attesa di ulteriori approfondimenti.

L’esito è stato uguale per tutti: nulla da fare. In particolare, gli emendamenti D’Attis (Fi), Bazzaro (Lega), De Menech (Pd), che chiedevano di riaprire il gioco in zona gialla dalla data di entrata in vigore della legge, sono stati ritirati. Quello di Gemmato (Fratelli d’Italia) sulla riapertura dal 1° giugno è stato respinto, e quello di Lupi (Noi per l’Italia) sulla riapertura il 1° giugno, essendo il presentatario assente, è stato consideato ritirato.
Il testo è atteso in Aula, a Montecitorio, nella mattinata di venerdì 4 giugno.

C’è da dire, per quanto riguarda i casinò, che Liguria e Veneto hanno già i “numeri” per poter entrare in zona bianca il 7 giugno, mentre la Valle d’Aosta dovrebbe arrivarci il 21 giugno. In ogni caso, si attende l’ordinanza del ministero della Salute Roberto Speranza per avere chiarezza su quanto si potrà fare in zona bianca e se farlo sarà una cosa “automatica” oppure ci sarà bisogno che i governatori emettano delle ordinanze in materia, come si evinceva dalle parole del presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e da quelle del governatore della Regione Veneto Luca Zaia.