Elezioni Valle d’Aosta e casinò, i candidati e i programmi: da Avs agli autonomisti di centro

Prima parte dello speciale di GiocoNews dedicato ai 309 candidati al consiglio regionale della Valle d'Aosta, fra loro non mancano diversi protagonisti della storia del casinò di Saint Vincent.
Scritto da Fm

© Consiglio regionale Valle d'Aosta - Sito ufficiale

Sono 309 gli aspiranti candidati ai 35 seggi del prossimo consiglio regionale della Valle d'Aosta che si formerà in base agli esiti del voto del 28 settembre e avrà poi il compito di scegliere il nuovo presidente della Regione, che succederà a Renzo Testolin.

Fra di loro ci sono diversi nomi noti ai lettori di questa testata, in primis per il proprio coinvolgimento nelle sorti del casinò di Saint Vincent, di proprietà della Regione e al momento gestito da una società pubblica di cui l'ente è azionista con oltre il 99 percento delle quote, mentre la parte residua spetta al Comune di Saint Vincent.

Il consiglio regionale eletto dovrà decidere la futura forma di gestione della casa da gioco dopo la conclusione del periodo concordatario e dopo lo studio commissionato a Finaosta (e dalla suddetta finanziaria regionale affidato a Ernst&Young).

Visto il loro numero, abbiamo diviso il nostro speciale in due puntate.

Nella prima ci occupiamo di Alleanza Verdi Sinistra, Union Valdôtaine e Federalisti progressisti Valle d’Aosta – Partito democratico e  Autonomisti di centro.

AVS – Fra i candidati di Alleanza Verdi Sinistra ad esempio figurano le ex consigliere regionali Chiara Minelli e Manuela Nasso, che in passato si sono occupate dell'applicazione della legge regionale sul gioco; in particolare, la prima dell'apertura di nuove sale slot vicino a “luoghi sensibili” nel comune di Quart, la seconda delle politiche di prevenziione del gioco patologico messe in campo dall'Esecutivo.

Nella stessa lista c'è anche l’ex presidente del consiglio comunale di Saint-Vincent Paolo Ciambi, che nel 2023, quando alcune proprietà del Casinò di Saint Vincent andarono all'asta, propose di “attrezzare quei terreni per lo svago, lo sport e il tempo libero di residenti e turisti”.

Nel programma elettorale campeggia un intero paragrafo dedicato al Casinò Saint Vincent, che recita: "Il complesso Casa da Gioco di Saint-Vincent/Grand Hotel Billia, presente da oltre settantacinque anni nella società valdostana costituisce una realtà occupazionale di rilevante importanza. È tuttavia anche una struttura che vive ed alimenta una cultura del gioco d'azzardo che può provocare gravi danni alle persone con ricadute negative sulla comunità (non a caso ai valdostani per molti decenni è stato proibito frequentarla). Un insieme che richiede quindi particolare attenzione e monitoraggio. Rispetto al futuro del complesso ci sono due aspetti rilevanti da affrontare: le modalità di gestione del Casinò e il rapporto con il Grand Hôtel Billia e le sue attività. Sotto l'aspetto gestionale, ora che si è concluso il tormentato iter del concordato preventivo, occorre fare una scelta che tenga anche conto delle modificazioni che stanno intervenendo sulla tipologia dei giochi e nella stessa clientela. C'è uno studio che è stato commissionato da Finaosta e che va valutato attentamente soprattutto rispetto all'opzione di una privatizzazione che mantenga alla Regione un esclusivo ruolo di controllo lasciando al privato le scelte manageriali. In ogni caso è opportuno puntare su una maggiore sinergia con l'offerta di ospitalità alberghiera di qualità costituita dal Grand Hôtel Billia. La Casa da gioco al momento della sua apertura, dopo la seconda guerra mondiale, era stata concepita come strumento di una 'Società di incremento turistico'. È a quel modello di sinergia fra gioco e ospitalità alberghiera di alto livello che occorre tornare per dare un futuro al Casinò, al Grand Hôtel Billia e per mantenere buoni livelli occupazionali".

UNION VALDÔTAINE –  L’Union Valdôtaine schiera 35 persone, dei quali nove sono consiglieri regionali uscenti – Roberto Barmasse, Luigi Bertschy, Luciano Caveri, Giulio Grosjacques, Corrado Jordan, Erik Lavevaz, Aurelio Marguerettaz, Roberto Rosaire, Alina Sapinet – e due ex presidenti della Regione: Renzo Testolin e Laurent Viérin.

Luciano Caveri ad esempio nella sua carriera si è occupato spesso del Casinò Saint Vincent, aperto da suo zio  Séverin il 29 marzo del 1947, fra l'altro,come ex assessore regionale alle Partecipate. Ma ora – scrive sul suo sito personale – bisogna “guardare al futuro e più di una volta ho detto la mia: trovare una soluzione per consentire una gestione privata del Casinò de la Vallée sotto il controllo pubblico, sapendo che la concessione per l’esercizio è saldamente nelle mani della Regione autonoma. Percorso non semplice ma ormai, a mio avviso, indispensabile nella logica di avere un Casinò che sappia affrontare i necessari cambiamenti per rispondere al mercato”.

Roberto Barmasse da assessore alla Sanità invece ha seguito di più l'attuazione della legge regionale sul gioco, difendendo l'operato del suo Esecutivo.

Renzo Testolin, da presidente della Regione, prima dell'estate ha fatto il punto sugli interventi necessari nella casa da gioco “che, utilizzando proprio i risultati della ristrutturazione degli anni 2012-2013, consentano l’adeguamento all’offerta di servizi che la Società intende offrire alla clientela”.

Nel suo programma di coalizione, intitolato “Patto per la Valle d'Aosta-Pacte pour la Vallée d'Aoste” ci sono sette “pilastri”, fra i quali si annovera anche la modernizzazione della pubblica amministrazione e delle società partecipate.

Quanto al Casino de la Vallée, si legge: “È opportuno valutare pragmaticamente l'opportunità di affidare, tramite gara, l'eventuale gestione della Casa da gioco e del Grand Hotel Billia, ad essa annesso, a un operatore privato, sulla base di un capitolato trasparente con obiettivi misurabili e un monitoraggio costante a tutela dell'interesse pubblico, della sostenibilità imprenditoriale e della qualità del lavoro e dell'occupazione. Il rilancio della Casa da Gioco dovrà comunque portare alla parallela valorizzazione dell'intera cittadina termale, in particolare attraverso eventi di respiro nazionale e internazionale, attrattivi per la televisione, sulla base di quanto già attuato in passato, che dovrà essere riproposto con nuove formule capaci di coinvolgere e valorizzare il tessuto economico dell'intero territorio”

PROGRESSISTI E PARTITO DEMOCRATICO – Della lista “Federalisti progressisti Valle d’Aosta – Partito democratico” fanno parte i consiglieri regionali uscenti Paolo Crétier, Antonino Malacrinò, Andrea Padovani (consiglieri) e Jean Pierre Guichardaz (assessore ai Beni e alle attività culturali). E c'è anche l’ex sindaco di Rhêmes-Notre-Dame e di Aosta Fulvio Centoz, anche lui in prima linea nel contrasto al gioco patologico attraverso l'impegno normativo e i controlli del suo Comune.

AUTONOMISTI DI CENTRO – Per gli Autonomisti di centro sono in campo sette consiglieri regionali uscenti – Stefano Aggravi, Dennis Brunod, Dino Planaz e Claudio Restano di Rassemblement Valdôtain, Marco Carrel e Aldo Di Marco di Pour l’Autonomie e Carlo Marzi di Stella Alpina – ma anche diversi ex consiglieri nella lista degli Autonomisti di Centro come Roberto Luboz, Marco Viérin e Luisa Trione.

Fra i nomi più familiari ai nostri lettori c'è senza dubbio Stefano Aggravi, già assessore regionale alle Finanze e fautore del percorso concordatario della Casinò de la Vallée, per il quale "Serve una visione chiara e una strategia condivisa per rilanciare il Casinò, valorizzando il lavoro svolto finora e imparando dagli errori del passato” e senza dimenticare la necessità di nuovi investimenti.

Proprio lui, precisa a GiocoNews.it: "Nel programma degli Autonomisti di Centro non abbiamo inserito un paragrafo specifico dedicato alle società partecipate e al Casinò de la Vallée, non per mancanza di attenzione, ma perché abbiamo scelto di concentrare le priorità programmatiche su temi che riguardano l’intera comunità valdostana, anche alla luce del lavoro già svolto in questa legislatura.
Per quanto riguarda il Casinò, abbiamo ribadito già a fine legislatura la necessità di completare le valutazioni avviate, in particolare quelle contenute nello studio di Ernst & Young. Crediamo sia fondamentale approfondire tre aspetti: il controllo societario, la vigilanza sul gioco e l’eventuale possibilità di coinvolgere partner privati nella gestione e nel rilancio della Casa da gioco.
Si parla molto di riportare il Casinò ai fasti del passato attraverso investimenti ingenti. Noi riteniamo invece che serva una riflessione seria sul miglior modello di governance e di gestione, capace di garantire utili diretti e indiretti alla Valle d’Aosta e al suo territorio, senza ripetere gli errori del passato che hanno pesato sull’azienda e sulla collettività.
La sfida è trovare un equilibrio moderno e sostenibile tra l’attività di gioco, quella alberghiera e quella degli eventi, per un modello al passo con l’evoluzione del settore. Bisogna guardarsi da promesse irrealistiche e, al tempo stesso, non dimenticare che i risultati positivi degli ultimi anni sono arrivati anche grazie a una procedura spesso criticata, ma che ha dimostrato la propria efficacia".