Fiamma tricolore al prefetto di Como: ‘Casinò Campione, documentare assunzioni e appalti’
“Riteniamo non più rinviabile un chiarimento pubblico, completo e documentato sulla gestione della forza lavoro, sugli appalti e sulle procedure di assunzione adottate dal Casinò di Campione d’Italia a seguito della sua riapertura. “
A scriverlo è Carlo Russo, segretario organizzativo del movimento Fiamma tricolore di Como, in una lettera inviata al prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, che segue di pochi giorni quella dedicata all'aumento della pianta organica del Comune di cinque unità e all'aumento della spesa di 2 milioni di euro, e si affianca ad un'analoga richiesta posta al direttore generale della casa da gioco, Stefano Silvestri, dai consiglieri comunali di minoranza Simone Verda e Gianluca Marchesini (Campione 2.0).
Russo rimarca: “Dopo la decisione della Corte d’appello di Milano, che ha sancito il non fallimento della casa da gioco, il Casinò avrebbe dovuto rappresentare un esempio di trasparenza amministrativa, legalità e corretto utilizzo delle risorse pubbliche e para-pubbliche. Tuttavia, nel corso degli anni successivi, numerose segnalazioni ed esposti sono stati formalmente indirizzati al ministero dell’Interno e al prefetto di Como, senza che ad oggi sia stato reso noto un quadro chiaro e definitivo.
In particolare, chiediamo che venga finalmente chiarito, in modo ufficiale e verificabile: il numero reale e aggiornato dei dipendenti attualmente in forza presso il Casinò di Campione d’Italia, distinti per tipologia contrattuale (tempo indeterminato, determinato, part-time, interinali o altre forme); il numero dei lavoratori impiegati dalle ditte in appalto, con indicazione delle società coinvolte e delle mansioni svolte; le modalità con cui sono stati assegnati gli appalti, nonché i criteri adottati; le procedure seguite per le assunzioni del personale all’indomani della riapertura, con particolare riferimento al concorso e al cosiddetto 'recupero della manodopera', tema su cui persistono forti perplessità; l’eventuale presenza di irregolarità contabili o ammanchi di cassa, le loro dimensioni, le cause accertate e gli eventuali provvedimenti adottati”.
Il segretario provinciale di Como della Fiamma tricolore quindi sottolinea: “Non si tratta di richieste pretestuose, bensì di doverosi atti di controllo democratico, nell’interesse dei lavoratori, della collettività e della credibilità delle istituzioni coinvolte. Il Casinò di Campione d’Italia non è una realtà privata qualunque: è un ente che ha inciso e continua a incidere profondamente sul tessuto economico, sociale e istituzionale del territorio. Per questo motivo, la trasparenza non è un’opzione, ma un obbligo. Il silenzio, le risposte parziali o tardive non possono più essere considerati accettabili. È arrivato il momento di fare piena luce, assumendosi ciascuno le proprie responsabilità amministrative, gestionali e istituzionali. Confidiamo pertanto in un riscontro chiaro, pubblico e documentato, riservandoci, in difetto, di valutare ogni ulteriore iniziativa nelle sedi competenti”.