Livigno e Campione senza Iva, Del Barba: Ristori ad aziende livignati
“Consentire alle aziende di Livigno, colpite come le altre dall’emergenza pandemica, di accedere ai ristori e contributi al pari delle altre aziende italiane”. La richiesta di sostegno al comune in provincia di Sondrio arriva dal deputato del Partito democratico Mauro Del Barba, che interroga in proposito il ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, chiamando in causa, nelle premesse (ma non nelle richieste) anche Campione d’Italia.
Del Barba ricorda infatti che “l’articolo 7, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 esclude espressamente i territori dei comuni di Livigno e Campione d’Italia e le imprese sul medesimo incidenti, da quanto previsto dalla disciplina dell’imposta sul valore aggiunto e dalla sua applicazione; le imprese che operano sui territori dei comuni di Livigno e Campione d’Italia, quindi, non sono titolari di partita Iva, ma sono identificabili esclusivamente a mezzo di codice fiscale, pur trattandosi a tutti gli effetti di imprese italiane che operano su territorio nazionale”.
Passando alla normativa più recente, “il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, come modificato dalla legge di conversione, 18 dicembre 2020, n. 176, cosiddetto ‘decreto ristori’, ha introdotto una serie di misure di sostegno alle imprese italiane connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, alcune delle quali regolarmente erogate alle imprese di Livigno; diversamente alcune altre misure di sostegno facenti riferimento ai decreti legge 9 novembre 2020, n. 149, 23 novembre 2020, n. 154 e 30 novembre 2020, n. 157, non sono ancora state erogate alle imprese livignasche, benché, in altre zone d’Italia e della stessa regione Lombardia alcune imprese abbiano già ricevuto i ristori; anche in riferimento al contributo di cui all’articolo 58 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, ad oggi, a quanto risulta all’interrogante, nessuna azienda di Livigno ha potuto accedere alla misura, anche se non risulta nella norma primaria alcuna indicazione da cui si evinca la riserva delle risorse del fondo in questione ai soli possessori di partita Iva”.
Infine, “anche in relazione al fondo di cui all’articolo 182, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, infine, si presenta, sempre a quanto consta all’interrogante, analoga situazione, ovvero molte aziende di Livigno hanno presentato la dovuta istanza, ricevendo anche documenti che ne riconoscevano il titolo e quantificavano il relativo importo che però, ad oggi, in nessun caso è stato erogato”.