Risarcimenti ex amministratori Casinò Campione, sindaco Canesi: ‘Delibera di Giunta valida’

Nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Campione d'Italia, il sindaco Roberto Canesi ribadisce la validità della delibera con cui la Giunta ha condiviso con lui 'l’opportunità dell’azione di responsabilità' promossa dal Casinò.
Scritto da Fm

Roberto Canesi, sindaco di Campione d'Italia

Gran parte del consiglio comunale di Campione d'Italia della serata di ieri, 11 novembre, è stato dedicato alle vicende del Casinò, considerando che all'ordine del giorno c'era l'esame di ben tre interrogazioni presentate sul tema dal consigliere di minoranza Sergio Aureli: una relativa ai mancati pagamenti a ex dipendenti e pensionati e al ripristino dell'integrazione, una relativa al presidente del Consiglio d'amministrazione della società Casinò Campione Spa, una sull'azione di arbitrato promossa dalla società nei confronti di alcuni ex amministratori della casa da gioco e sindaci in carica dal 2011 al 2018 per un risarcimento danni di circa  80 milioni di euro.

Ma il dibattito ha visto anche un'articolata risposta fornita in merito dal sindaco Roberto Canesi in relazione a un parere legale prodotto da un avvocato interpellato dai consiglieri Simone Verda e Gianluca Marchesini (Campione 2.0) nel quale si evidenzia che, “per causa della nullità della delibera di giunta comunale n°123/2024, si è verificata la nullità della successiva assemblea societaria del 19 dicembre 2024 e l'inammissibilità processuale della domanda di arbitrato” posta dalla Casinò di Campione Spa. 

La risposta di Canesi parte dalla relazione tecnico giuridica resa dalla segretaria comunale Maria Vignola, in cui si evidenzia che “il sindaco, in quanto organo del Comune-socio, esercita le funzioni assembleari nella Spa; quindi, può deliberare l’azione di responsabilità ex art. 2393 c.c., in quanto unico soggetto legittimato a esprimere la volontà dell’assemblea”.

Si parte dalla delibera di giunta municipale n. 123/2024, che, rimarca il primo cittadino, “ha delineato un indirizzo politico per la condivisione con il sindaco di un’azione di responsabilità da parte del Casinò di Campione, il quale ha conseguentemente agito in forza dei poteri e delle qualifiche attribuitegli dalla legge, in totale connessione/conformità con precedenti atti e sollecitazioni e richieste da parte degli organi del fallimento e del successivo concordato e della società, nell’interesse diretto del ceto creditorio e dello stesso Comune di Campione. Non deve sottacersi al riguardo che il Comune di Campione, a seguito della transazione intervenuta con Istituto bancario e dei pagamenti effettuati a saldo dei creditori privilegiati, una volta saldati i chirografari (stimabili entro la metà dell’anno 2026), si troverà quale ultimo creditore, in quanto postergato, e potrà iniziare a rientrare gradualmente delle proprie spettanze (circa 30 milioni di euro)”.

Per Canesi, “non appare corretto assimilare la delibera di giunta comunale a un atto di indirizzo generale strategico, trattandosi di un semplice atto di indirizzo di condivisione politica da parte dei membri della Giunta, già oggetto di motivate richieste e sollecitazioni da parte di Organi del fallimento e del Concordato, rientrante nelle specifiche competenze e attribuzioni del sindaco (art 50 Tuel).

È stato più volte affermato dalla Cassazione che qualora lo Statuto dell’Ente pubblico preveda per la promozione di un giudizio l’autorizzazione di un determinato Organo (che nel caso del Comune di Campione non sussiste), ferma restando la validità dell’atto, detta autorizzazione può intervenire anche successivamente.

Quindi in assenza di specifica clausola nello Statuto comunale di Campione, non pare proprio possa sostenersi l’invalidità degli atti, come sostenuto dai due consiglieri di minoranza, stante l’assenza di un ostacolo all’esercizio del potere del sindaco circa la proposizione dell’azione risarcitoria, in virtù del fatto che egli risulta munito di legittimazione autonoma.

Probabilmente per i sopraesposti motivi, in quanto atto non essenziale, né il Comune di Campione, né la società Casinò di Campione hanno ritenuto necessario allegare al verbale dell’assemblea la delibera di Giunta, stante la presenza del sindaco, quale legale rappresentante del Comune/socio, con i relativi poteri di legge”.