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È l'ora di Enada Rimini, la fiera della (difficile) ripartenza

Inizia oggi, 30 settembre, l'edizione riminese di Enada: fra defezioni e conferme la kermesse del gioco lancia un segnale di ripresa a tutto il settore.

Altro che ripartenza, altro che show. La “nuova normalità” del gioco pubblico si sta rivelando più difficile che mai. Al punto che a farne le spese è anche (e soprattutto) la fiera del settore. La celebre Enada, che nella sua 32esima edizione riminese vede la “primavera” arrivare soltanto a fine settembre: colpa, anche qui, della pandemia e del lockdown che hanno provocato lo slittamento di ogni tipo di manifestazione fieristica, con la cancellazione di molti eventi di spicco in gran parte dei settori dell'economia. Giochi compresi.

 

Anche se Enada, slittata due volte dopo la cancellazione dell'edizione di marzo, ha sempre dichiarato la volontà di celebrare comunque la kermesse del gioco. Anche se in autunno: tenendo conto che ottobre, come tradizione vuole, è da sempre il mese della seconda edizione della fiera, cioè quella capitolina, ancora più “storica” poiché di più lunga tradizione.
Un'occasione, dunque, per accorpare i due eventi in un'unica edizione, mantenendo la centralità di Rimini come sede principale. Una scelta apparsa fin da subito quasi inevitabile e comunque supportate da un discreto numero di adesioni e di conferme, da parte degli espositori, nonostante le varie criticità del momento.
Ma comunque in balìa dell'enorme variabilità del momento, che sta accomunando qualunque settore, compromettendo la costruzione della nuova normalità di cui si parla tanto, ma che stenta a definirsi. Ed è proprio ciò che accaduto anche nell'industria del gaming, ancora priva di qualunque certezza, come ogni altro segmento dell'economia, nazionale e internazionale. Così, anche le aziende intenzionate a marcare la propria presenza sul territorio riminese, in molti casi hanno dovuto rinunciare per cause di forza maggiore. A partire da quelle estere, che si sono viste costrette a declinare l'invito a causa delle restrizioni introdotte negli spostamenti fra i Paesi.
Come pure è avvenuto per alcune realtà italiane, che si sono chiamate fuori dalla “casa” espositiva, ritenendo i rischi – o, comunque, le difficoltà - prevalenti rispetto alle opportunità. Tenendo conto delle difficili condizioni di business che si stanno riscontrando sul mercato, a causa del clima di depressione generale che si respira nell'aria. Come se le mascherine a cui ci stiamo faticosamente abituando noi tutti, filtrassero anche l'ottimismo che un tempo si diramava nell'atmosfera generale della Penisola.
 
In ogni crisi, c'è chi reagisce in modo diverso: chi pensa soltanto a gettare il cuore oltre l'ostacolo e chi, al contrario, preferisce adottare il regime di massima prudenza, riducendo al limite ogni costo e limitando gli investimenti fino a quando non torneranno tempi migliori. Anche se, stavolta, la ripresa sembra essere più lenta che mai e, soprattutto, molto più indefinita di quanto si possa immaginare, a causa dell'eccezionalità della causa che l'ha scatenata. Un miserabile virus, che oltre a provocare vittime nella popolazione mondiale, sta portando sul baratro anche tante aziende, in tutti i settori. Con i governi sempre più in difficoltà nel trovare risposte adeguate, mirate a garantire una difficile tenuta.
 
In questo scenario, così complesso e frammentato, dunque, oggi, 30 settembre, a Rimini inizia la nuova edizione di Enada: la più “ristretta” della sua storia e la più difficile di sempre, a causa delle varie restrizioni e delle numerose defezioni registrate tra gli espositori. Facendo vacillare i sogni di “rilancio” perseguiti dagli organizzatori. 
"Purtroppo la fiera di quest'anno è compromessa da una situazione oggettivamente difficile per la nostra economia, ma anche da una specie di boicottaggio che sembra essere stato fatto ad arte da una parte del settore, anche se non se ne comprendono le ragioni”, è il commento – amaro – di Domenico Distante, presidente dell'associazione nazionale Sapar, promotrice della kermesse. “Dispiace, perché abbiamo sempre ritenuto che la fiera potesse rappresentare un momento di rilancio per il nostro settore, sia a livello di immagine che di mercato, per dare un segnale forte e tangibile della nostra esistenza e della resilienza del comparto non soltanto alle istituzioni, ma anche all'intera industria e ai tanti lavoratori, preoccupati del loro futuro e di quello delle aziende”, prosegue Distante.
“Ma dispiace ancor più perché non è certo questo il momento delle divisioni, all'interno del settore, peraltro dopo anni in cui abbiamo faticato non poco per provare a ricostruire un'unità che sembravamo aver raggiunto durante il lockdown, ma che ora vediamo vacillare in questa prima occasione”. Il riferimento, evidentemente, è al dichiarato forfait da parte di un “pezzo” dell'industria nei confronti di Enada, comunicato alla vigilia della fiera. Prima da parte di una parte degli operatori dell'amusement, con le aziende del consorzio Fee che hanno ritenuto superflua, se non addirittura dannosa – l'organizzazione di un'esposizione in questo momento: poi anche da una parte dei produttori di apparecchi da intrattenimento, con la presa di posizione dell'associazione Acmi Interactive che ha dichiarato di non vedere la necessità di una fiera in questo momento di rischio generale e di mercato ingessato.
 
Ma il leader di Sapar continua a essere di vedute opposte: “Veniamo da una situazione particolarmente difficile che comunque rimane critica – spiega ancora Distante - perché compromessa da un prolungato lockdown e, più in generale, da una pandemia che ha messo in crisi l'intera economia nazionale e in particolare il nostro settore. Per questo serviva marciare compatti e lanciare un segnale di ripresa, sfruttando l'occasione della fiera. Invece, purtroppo, vediamo oggi ripartire tanti altri settori, con tante fiere di settore che sono state celebrate nelle ultime settimane, anche con discreto successo, mentre noi non riusciamo ad essere uniti e a cercare un rilancio tutti insieme”. 
 
Eppure il momento della “ricostruzione” generale dell'economia che dovrà inevitabilmente affrontare il Governo, anche attraverso i fondi provenienti dall'Europa, dovrebbe rappresentare un'occasione per tutti i settori, che di certo non sfugge al presidente di Enada. Che evidenzia anche i segnali di speranza che si possono scorgere dalla politica in questo momento di difficoltà generale. “Nonostante il momento critico – o forse proprio per questo - abbiamo ottenuto risultati non banali, come quello della riforma del delle ticket redemption, che è già una boccata di ossigeno per una parte delle nostre aziende”, spiega Distante. “Ma più in generale si intravedono segnali di cambiamento che occorre cogliere e interpretare al meglio, per poterne ricavare benefici per le nostre attività. E la fiera offre da sempre un osservatorio privilegiato e un punto di osservazione dell'industria che è fondamentale mantenere. Anche se purtroppo, come è evidente, non tutti lo possono capire”.
 
Ma nonostante tutto, Enada ci sarà: organizzata da Italian Exhibition Group con la collaborazione di Sapar, la fiera di quest'anno vuole comunque rappresentare un’occasione da non perdere per fare networking con gli operatori del settore, per partecipare ai seminari sul futuro del comparto e, non da ultimo, per portare il proprio contributo al tavolo di lavoro - che si riunirà la mattina del terzo giorno - per delineare fin d’ora le strategie di Enada Primavera 2021. Il tutto, nella più totale sicurezza per visitatori ed espositori, attraverso il rigoroso protocollo “Safebusiness” realizzato dagli organizzatori, con indicazioni che comprendono i trasporti in avvicinamento ai quartieri, il sistema di accredito e di accesso, l’organizzazione delle aree di ristorazione e la gestione dell’intero quartiere.
 
A spezzare una lancia in favore dell'organizzazione è Francesco Gatti, numero uno della software house di Parma Bakoo, che non ha dubbi sull'opportunità della fiera. "La mancata partecipazione non è nel nostro Dna", così annuncia la presenza della sua azienda a Enada. “La nostra presenza vuole rappresentare un segnale – spiega Gatti – perché se non era possibile partecipare a marzo scorso per la grave ed incombente emergenza sanitaria, ora le cose sono molto cambiate: oggi la convivenza con il Covid è parte della nostra quotidianità. Una quotidianità che prevede il ritorno alla normalità in ogni campo: dalla scuola alle attività sociali, quindi anche a quelle ludiche”.
 
Enada 2020 è un appuntamento importantissimo”, anche per Nazionale Elettronica, con l'amministratore delegato Danilo Festa che la considera “la fiera di riferimento, a cui non si può rinunciare”. Un momento dove poter incontrare tutti i clienti e partner e presentare le novità a cui le aziende hanno lavorato a lungo in questi mesi di difficoltà.
Certamente – come evidenziato da Gatti - occorrerà prestare grande attenzione: “Ma dobbiamo comunque esserci e le motivazioni - spiega - non sono solo di carattere commerciale ma si apre dinanzi una questione di natura culturale e sociale". La “cultura” rivendicata dalla Bakoo è dunque quella di “comprendere, osservare e apprendere”. Per “utilizzare le conoscenze acquisite a favore, mai contro. Per trasferire ogni esperienza calandola nella quotidianità. E oggi la quotidianità si identifica nella convivenza con questo momento sanitario complesso. Non con le chiusure, ma con la convivenza. Questa e la nuova cultura sanitaria, perché il ritorno alla normalità passa sempre per la consuetudine. E la nostra consuetudine è continuare a lavorare, a crescere. Non è l’immobilità. Così come non può essere immobile questo settore. Il primo a chiudere, l’ultimo a riaprire”. E che dovrà essere il primo a ritrovarsi.
 
IL CONVEGNO DI GIOCONEWS - L'edizione riminese di Enada ospiterà anche il convegno: "Il nuovo volto del gaming e le nuove opportunità", organizzato da GiocoNews e in programma oggi, mercoledì 30 settembre, alle 17, alla Fiera di Rimini nella nuova area convegni denominata Vision Arena, all'interno della Hall Sud del quartiere fieristico riminese, caratterizzata da un grande spazio e dalla particolare ariosità della location. Un'occasione per fare il punto sull'evoluzione del mercato del gioco alla luce della nuove leggi del Governo, l'impatto del divieto di pubblicità, della pandemia di Covid-19 e del lockdown ed analizzare le possibili strategie di marketing per far fronte a tutto questo. 
A parlarne saranno: Marco Sbordoni (Sbordoni and partners), Marco Castaldo (amministratore delegato Microgame), Mauro De Fabritiis (fondatore Mdf partners), Maurizio Ughi (presidente Obiettivo 2016). Modera: Alessio Crisantemi, direttore GiocoNews.it. 
Il dibattito verrà realizzato e gestito nel rispetto delle più rigorose norme di sicurezza per il pubblico che vorrà seguirlo in presenza. Per tutto il pubblico che non sarà presente a Enada, tuttavia, il dibattito sarà offerto per intero in diretta streaming su GiocoNews.it e sui canali social della testata.
 
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