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Cts: "Sospensione attività di gioco, serve valutazione tecnico-scientifica'

  • Scritto da Redazione

A seguito dei contenziosi nei Tar, il Comitato tecnico scientifico sottolinea la necessità di una 'puntuale valutazione tecnico-scientifica' sulla sospensione delle attività di gioco.

Governo, Regioni e Comitato tecnico scientifico "trattano" sulle riaperture delle attività economiche e produttive del tutto o parzialmente chiuse per il contenimento del Covid e, alla luce degli scenari attuali, la fine di aprile sembra essere la più papabile. Ovviamente per le regioni che potranno ottenere lo status di “zona gialla”.
Ma non per il gioco, che ancora una volta dovrebbe essere fra gli ultimi a poter ripartire, a maggio, almeno.


Nel frattempo, il tema è tornato sotto la lente del Cts, che ha esaminato la questione del lockdown del gioco terrestre nella seduta del 26 febbraio, di cui è stato appena pubblicato il verbale.

Secondo quanto si legge, si chiede un particolare approfondimento sui alcuni punti che hanno costituito "oggetto di contenzioso e di provvedimenti giurisdizionali con i quali è stata sottolineata la necessità di una puntuale valutazione tecnico-scientifica".

Fra essi, oltre all'obbligo di indossare le mascherine durante l’orario scolastico, c'è proprio la "sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò".
 
 Come si ricorderà, negli ultimi mesi il Tar Lazio ha bocciato più volte i ricorsi degli operatori contro le reiterate e prolungate chiusure delle proprie attività, chiamando in causa proprio il Cts e chiedendo di acquisirne i verbali, insieme a quelli delle sedute della Conferenza delle Regioni.
 
Nella seduta del 27 febbraio - come da verbale prodotto dall’Avvocatura di Stato nel giudizio al Tar Lazio pendente in merito al ricorso presentato dalla società di gioco Nabucco Srl, rappresentata dall'avvocato Cino Benelli e con il quale era stato chiesto l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, del Dpcm del 24 ottobre 2020 - il Cts quindi ha sottolineato che "La classificazione del rischio" per le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente "già utilizzata dal Cts in tutte le fasi di rilascio delle misure contenitore per tale settore Ateco, risulta di livello medio alto con caratteristiche elevate per il rischio di aggregazione che si svolgono esclusivamente in locali al chiuso".
Tali eservizi "presentano notevoli complessità nella prevenzione del contagio, anche per le numerose evidenze di utilizzo di superfici di contatto promiscuo. Un ulteriore elemento di complessità è legato alle attività statico-dinamiche dei lavoratori e dei clienti senza la possibilità di previsione dell'utilizzo della mascherina da parte di tutti i presenti negli ambienti, anche in relazione al consumo di alimenti e bevande e del fumo di tabacco che avviene nei locali da gioco".
 
Una classificazione che ora dovrà essere riesaminata in vista del piano per le riaperture.

 

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