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L'Italia resta in 'zona bianca' (tranne la Sicilia), avanza il fronte sì-pass

  • Scritto da Redazione

I dati dell'Iss certificano che quasi tutte le regioni d'Italia sono a rischio epidemico basso e la Sicilia resta 'gialla', il ministro Brunetta chiede l'estensione dell'obbligo di green pass.

Un sospiro di sollievo.
Lo tirano gli operatori economici - e un po' tutti noi - dopo la pubblicazione del consueto report sul monitoraggio settimanale delle regioni sui contagi da Covid e le ospedalizzazioni.
A differenza di quanto si temeva, infatti, da lunedì 13 settembre l'Italia sarà ancora tutta in "zona bianca", sempre ad eccezione della Sicilia, che resta "gialla".

I dati diffusi dall'Istituto di sanità infatti certificano "una diminuzione dell’incidenza settimanale a livello nazionale, ma ancora al di sopra della soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti. La trasmissibilità stimata sui casi sintomatici e sui soli casi ospedalizzati è in diminuzione e sotto la soglia epidemica".
Quasi tutte le regioni e province autonome sono classificate a rischio epidemico basso, nessuna presenta un rischio epidemico alto.

Complice l'avanzata della campagna vaccinale - con il 72 percento della popolazione italiana che ha ricevuto almeno una dose, e circa il 63 percento che ne ha due all'attivo - "nel periodo 18 – 31 agosto 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,92 (range 0,79 – 1,02), al di sotto della soglia epidemica ed in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Si osserva una diminuzione anche dell’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt=0,90 (0,86-0,94) al 31/8/2021 vs Rt=1 (0,97-1.04) al 24/8/2021)".
 
Un trend che potrebbe essere rafforzato dall'estensione dell'obbligo vaccinale che è nelle mire nel Governo, con "aggiunte" progressive. Dopo il decreto legge varato questa settimana, che ha interessato chi è impiegato nelle residenze per anziani le Rsa, o chi svolge servizi di pulizia, manutenzione e ristorazione nelle scuole e nelle università, la prossima potrebbe arrivare un nuovo provvedimento, atto ad includere nelle categorie per i quali la certificazione verde sarà un "must" per accedere al proprio posto di lavoro anche i dipendenti delle attività per le quali è già previsto per i clienti, come ristoranti e sale gioco, ad esempio.
 
Il tutto mentre il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, si dichiara convinto che il green pass sia una misura "geniale", perché aumenta il costo sia psichico che monetario "per gli opportunisti contrari al vaccino" costringendoli a fare il tampone e diminuisce la circolazione del virus e quindi la nascita di nuove varianti, e che la sua obbligatorietà vada estesa a tutti i lavoratori, "pubblici e privati".
 
Con buona pace del collega di maggioranza Matteo Salvini, al centro della tempesta mediatica scatenata dalla convinzione, enunciata in un'ospitata su La7, che "le variazioni del virus del Covid nascano come reazione ai vaccini", per poi aggiungere: "In Israele sono tutti vaccinati e il virus sta girando tra migliaia di persone. Io invito, non obbligo tutti a vaccinarsi, ma servono i tamponi, gratuiti per chi non se lo può permettere".
Mentre il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ed i governatori leghisti del Nord, da Zaia in poi, si professano favorevoli a ulteriori misure di estensione del green pass.
 
L'ago della bilancia, quindi, sembra ormai pendere del tutto verso la linea più volte espressa dal premier Mario Draghi. Attendiamo gli sviluppi.
 
 
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