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Taucer (Coni): 'Fondamentale il dialogo tra giustizia ordinaria e sportiva'

  • Scritto da Daniele Duso

Sottolineando la bontà dell'esperienza italiana il rappresentante del Coni sottolinea come l'Italia nella pratica sia capace di mettere in atto azioni molto efficaci nel contrasto alle irregolarità nello sport.

"In Italia siamo esperti di bizantinismo, ma nella pratica abbiamo la capacità di metterci attorno a un tavolo e scambiarci informazioni". Così Ugo Taucer, Procuratore generale del Coni, Comitato olimpico nazionale italiano, nel suo intervento alla seconda giornata del Convegno sull'integrità sportiva promosso dal Consiglio d’Europa e in corso di svolgimento a Roma, nel corso della terza sessione di lavoro, dedicata alla buona governance nello sport.

Nel precedente intervento Pâquerette Girard Zappelli, Responsabile dell'etica e della conformità del Comitato Olimpico Internazionale, ricorda che "il Cio non mira al lucro, voglio che sia chiaro per far capire la differenza tra entità private e movimenti olimpici basati sui valori della credibilità degli sport. Non è un qualcosa di nuovo, ma un qualcosa che il Cio ha messo al centro delle sue azioni a partire dal 1958, dopo lo scandalo della Salt Lake City. La realtà ha due facce, da un lato l’autonomia degli sport, che è un’esigenza, ma questa autonomia si basa sulla buona governance e sulla forte e robusta credibilità delle organizzazioni sportive, ecco perché questo, nel 2010, è stato integrato nella carta olimpica". 

Zappelli continua sottolineando l'importanza di "ricordare che lo sport non è, e non è mai stato, una legge. Siamo governati dalle nostre leggi, possono essere le normative americane, indonesiane o giapponesi, dove le normative sono diverse. Ritengo sia un messaggio importante". E in merito al valore aggiunto dell’Epac aggiunge che "è nell’approccio pragmatico". Per quel che riguarda la buona governance e il suo benchmak, penso che l’unico elemento da sottolineare sia che per poter essere efficienti dobbiamo essere consapevoli, dobbiamo capire. Questo è il motivo per cui 5 anni fa abbiamo iniziato a sviluppare una rete di specialisti all’interno del Cio, delle organizzazioni sportive, non solo a controllare ma anche a diffondere i principi della buona governance". E infine sottolinea "l'importanza dell'esempio italiano. È importante che a livello di ogni nazione la nostra preoccupazione per la buona governance e per il mantenimento dell'integrità degli sport sia ben compreso, e che tutti gli attori siano allineati e siano a favore".

Quindi l'intervento di Ugo Taucer, Procuratore generale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, che ricorda come "il Coni sia emanazione del Cio, ma in Italia è costituito come Ente pubblico, ponendosi come la confederazione delle federazioni sportive, in tal senso deve adottare i principii della legge nazionale, prima tra tutte la legge 190 del 2012, mentre in quando emanazione del Cio ha un altro faro nel codice etico del Cio, che hanno a che fare con i gli eventi fuori campo (ad esempio dalle sponsorizzazioni all’organizzazioni di eventi). C’è poi anche un altro aspetto", ricorda Taucer, "che è quello dei controlli sul campo, legato a doping, match fixing, frodi sportive di arbitri e atleti. In questo senso il Coni ha sempre rimarcato, anche con la partecipazione ad eventi internazionali, la volontà di impegnarsi e rimarcare e divulgare i principi e questi temi".

Entrando nel dettaglio Taucer ricorda quindi che "nel 2012 il Coni ha adottato il codice del comportamento sportivo, istituendo il garante del Codice di comportamento sportivo, che richiama alcuni principi vincolanti per le federazioni affiliate al Coni. Nel 2014 il Coni ha adottato il Codice di giustizia sportiva con un modello che recepisce anche questi principi di comportamento sportivo e di comportamento etico. Le federazioni tuttavia", ricorda ancora Taucer, "hanno una natura fondamentalmente private, ma sottostanno ad un codice di comportamentale di responsabilità sociale che impegna tutti coloro che hanno rapporti con le collaborazioni a rispettare determinate procedure e determinati comportamenti".

Sottolinea quindi, Taucer, uno degli aspetti principali del contrasto alle frodi sportive, che sta nella "difficoltà dei rapporti tra ambito sportivo, indagine sportiva e giustizia ordinaria, che hanno tempi diversi e necessità differenti. È necessario che la giustizia sportiva abbia notizie in anticipo, ma anche che lo scambio in informazioni avvenga con regolarità e reciprocità. In Italia abbiamo avuto la fortuna, purtroppo derivata da grossi scandali, di avere sin dal 1989 la legge 401 che disciplina il rapporto di interazione tra autorità sportiva e autorità giudiziaria. Lo scambio di informazioni è costante e veniamo riconosciuti come interlocutori. Il Roberto Ribaudo (rappresentante del ministero dell’Interno italiano e direttore della Divisione crimini economici e finanziari dell’ufficio centrale nazionale dell’Interpol, ndr) richiamava l'attività dell'ufficio interforze sulle scommesse sportive, un istituto che è nato nel 2001 che è stato confermato negli anni, ed è un ottimo tavolo di scambio e luogo di informazioni estremamente importante. In Italia siamo esperti di diritto bizantino, ma nella pratica abbiamo la capacità di metterci attorno a un tavolo e scambiarci informazioni".

Taucer ricorda infine l'importante ruolo dei media, riconoscendo che "i giornalisti sportivi non cercano spesso lo scandalo e fanno un giornalismo vecchio stampo, facendo prevalere la passione più che la ricerca della notizia che fa vendere. Da questo punto di vista i media possono giocare un ruolo importante, di formazione e di crescita di consapevolezza nei confronti degli atleti", aggiungendo una considerazione finale sulla due giorni di Roma, ritenuta "un'ottimo spot per la diffusione di questo spirito, e sono particolarmente orgoglioso dell'esperienza italiana portata avanti finora. Bisogna essere agenti attivi di cambiamento, che significa uscire dall'indignazione via social".

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