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Legge gioco Sicilia, udienza in Corte costituzionale slitta al 10 maggio

  • Scritto da Francesca Mancosu

L'udienza pubblica in Corte costituzionale dedicata alla legittimità della legge sul gioco della Sicilia, impugnata dal Consiglio dei ministri, slitta al 10 maggio.

Slitta di circa due settimane l'udienza pubblica in cui la Corte costituzionale  sarà chiamata ad esaminare il ricorso per questione di legittimità costituzionale della legge della Regione Siciliana n. 18 del 21 luglio 2021 “Modifiche all'articolo 6 della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24”, impugnata dal Consiglio dei ministri lo scorso ottobre, e al momento a tutti gli effetti ancora valida e in vigore. 

Originariamente prevista per il 26 aprile, la trattazione ora risulta programmata per il 10 maggio.

L'oggetto dell'impugnativa è, in particolare, la previsione dell'ultimo periodo del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 18/2021 che considera “nuova installazione la cessione della licenza ad altro soggetto”.

 

La norma regionale potrebbe essere dichiarata costituzionalmente illegittima per la violazione dell'articolo 117, secondo comma, lett. h), della Costituzione.  Per intenderci quello per cui “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali” e in particolare il punto  in cui si evidenzia che “lo Stato ha legislazione esclusiva in materia di ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale”.
 
Dalle decisioni dei giudici dipenderà l'evoluzione della normativa siciliana, oggetto del disegno di legge “Modifiche all'art. 6 della legge regionale n. 24 del 21 ottobre 2020, presentato dai deputati regionali di Forza Italia Tommaso Calderone e Riccardo Savona lo scorso dicembre.
Come si legge nel testo, il disegno di legge si “prefigge la salvaguardia delle posizioni e delle aspettative giuridiche degli imprenditori, già autorizzati alla raccolta delle scommesse antecedentemente all'entrata in vigore della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24, nel caso di stipula di un nuovo contratto, previa verifica in capo al nuovo concessionario di tutti i requisiti previsti dalla legge anche in materia di Pubblica sicurezza, nel caso di risoluzione o rescissione di quello precedente e di voltura della licenza”.
 
A Calderone si devono anche la prima modifica del testo, arrivata a luglio 2021, e la presentazione, sempre nel 2021, di un disegno di legge per l'abrogazione della legge regionale 21 ottobre 2020, n. 24 con l'intenzione di “porre un rimedio tranciante ai disastrosi effetti economico-finanziari determinati dalla sua entrata in vigore”.
 
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