Disputa fra due sale gioco, Tar Lazio annulla licenza della Questura

Scritto da Fm
Il Tar Lazio accoglie in parte il ricorso di una sala bingo che ha fatto ricorso contro una sala Vlt che in realtà doveva configurarsi come ‘nuova apertura’.

È il Tar Lazio a dirimere la controversia fra una sala bingo e una sala Vlt-scommesse di Viterbo.

La sala bingo – difesa dagli avvocati Luca Giacobbe e Livio Sannino – ha fatto ricorso contro la Questura per aver autorizzato la seconda nei locali che in passato ne ospitavano un’altra, ma senza accorgersi che in realtà, ai sensi della legge regionale vigente nel Lazio per il contrasto al gioco patologico, si sarebbe dovuta configurare come “nuova apertura” non operando in continuità.

Le precedenti licenze ex art. 88 Tulps afferenti i locali in questione, riporta la sentenza del Tar, sono state revocate nel maggio 2021 e nell’agosto 2022.

L’attività è rimasta chiusa per un apprezzabile lasso di tempo, e la società successiva ha avviato la propria operatività solo dall’aprile 2025, in forza di titoli nuovi.

Il Tar Lazio dichiara inammissibile il ricorso proposto dal titolare della sala bingo in relazione alla licenza ex art. 88 Tulps rilasciata all’altra sala per l’esercizio dell’attività di raccolta scommesse, ma

lo accoglie nella restante parte ed annulla la licenza rilasciata dalla Questura di Viterbo per l’esercizio dell’attività di videolottery.

I giudici amministrativi capitolini infatti sottolineano che la Questura di Viterbo avrebbe dovuto qualificare l’istanza della come nuova attivazione, procedendo alla conseguente verifica del rispetto dell’articolo 4 della legge regionale n. 5/2013.

In base a tale norma non è ammessa l’apertura di sale da gioco che siano ubicate ad una distanza da aree sensibili, quali istituti scolatici di qualsiasi grado, centri giovanili, centri anziani, luoghi di culto o altri istituti frequentati principalmente dai giovani o strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale, inferiore a quella prevista dalla normativa statale in materia.




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