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Uk: Awp all'italiana alla ribalta, ma la produzione è austriaca e tedesca

  • Scritto da David Snook, Editorialista di InterGame

La mano esperta di David Snook, editorialista di InterGame, descrive la situazione di grande cambiamento nel mercato britannico delle slot.

Le Awp digitali sono la norma in Germania, in Italia: e anche gli spagnoli – notoriamente più conservatori - si stanno ora uniformando in numero sempre maggiore e stanno adottando quello che oggi è riconosciuto come un 'metodo tedesco' di operare.
Solo il Regno Unito ha mostrato una reticenza in ciò che riguarda la tecnologia, con un numero limitato di cabinet video riprogrammabili che entrano nel mercato delle Awp, indicato con la terminologia di 'apparecchi categoria C' (le macchine più simili alle nostre new slot in termini di parametri di puntata e vincita). Mentre tutte le altre applicazioni per macchine da gioco del Regno Unito hanno felicemente abbracciato la nuova tecnologia (Per vedere tutte le tipologie di apparecchi impiegati in Regno Unito, clicca qui).

Tuttavia gli ultimi dati provenienti dall'industria suggeriscono che ci sono motivi di notevole ottimismo da parte delle imprese germaniche che investono nel mercato delle macchine da pub inglese. Una serie di dati sulle prestazioni che arrivano nelle nostre mani, raccolti in modo indipendente, mostrano una netta ripresa nelle prestazioni di 'cassetto' dei giochi digitali.
I DATI DELLE AWP IN UK - La quarta settimana di aprile, per esempio, da una situazione con 253 macchine modello 'King of Games Gold' di Gauselmann, con jackpot da 100 sterline, si registra un indice di prestazione di 140, il che significa il 40% in più, in media, rispetto alle macchine precedenti che si trovavano in quegli stessi locali. Il cassetto medio era di 364 sterline contro una media precedente di 270 sterline. Le macchine sono state valutate dopo 24 settimane dalla loro installazione e le ultime cifre riflettono il cambiamento di gioco del in quei cabinet che usano contenuti freschi appena arrivati dai produttori tedeschi. È rilevante che la percentuale di pagamento sulle macchine era dell'84%, superiore a quanto normalmente è previsto sulle analoghe macchine Categoria C, che questi modelli digitali stanno ora sostituendo.
L'impatto di ciò, naturalmente, è un gioco più divertente e soddisfacente per il giocatore, come andrebbero subito a sottolineare I produttori di giochi. Ma poiché le statistiche sono dissimili da altre nella lista delle prestazioni, difficilmente possiamo parlare di un vero e proprio 'segnale'. Ad esempio, 66 macchine modello 'King of Games Diamond' stanno mostrando un cassetto medio di 274 sterline dopo 17 settimane sul posto e un indice di prestazione di 131. La percentuale di pagamento è all'83%, e si sta mostrando un aumento del 66% sui giochi precedentemente installati sugli stessi locali. L'ultima macchina di Gauselmann, 'King of Games Aurora', dopo solo quattro settimane di dati raccolti relativamente alle prestazioni, sta mostrando una media massiccia di cassetto di ben 449 sterline su una percentuale di pagamento dell'85%.
Tutte le cifre possono significare qualche salvezza per il mercato del Regno Unito delle macchine da pub, dopo anni di dure prove e sofferenze e certamente sarà una prova generale – qualora fosse necessario – relativamente alla bontà degli investimenti compiuti nel settore manifatturiero nel Regno Unito per i fornitori tedeschi e austriaci. Sia Gauselmann Group che Novomatic hanno investito molto negli ultimi anni per accaparrarsi produttori britannici e le principali società operative e attraverso queste acquisizioni, detengono ora la maggioranza del business delle sot machine 'da pub' in termini di fornitura.
I TEMPI DI CRISI DEL SETTORE - Questo investimento è stato compiuto dopo alcuni anni di sofferenza per il business britannico, dovuto a una serie di fattori, tra cui la sovraesposizione, la concorrenza intensa -  che ha portato alla chiusura di imprese di noleggio – ma anche all'incapacità di investire in ricerca e sviluppo. La spirale discendente che ne è risultata ha visto un certo numero di grandi nomi rimanere sul mercato con il business restante polarizzato in poche mani, che hanno lottato a loro volta per spartirsi il mercato.
Nella metà degli anni '90, poi, è accaduto che gli operatori legati ai nuovi produttori britannici hanno acquistato le macchine a un prezzo inferiore attraverso transazioni interne. Una pratica che, se attuata ancora oggi  (e riteniamo che sia così), porta la base di costo una tantum di una macchina pub, che è di circa 3.000 sterline, alla soglia di circa la metà, che corrisponde al prezzo a cui è stata venduta in questi anni a un'azienda consociata.
Negli anni '90, dunque, i costi non sono stati assorbiti dall'operatore, ma sono stati fatalmente applicati alla struttura in affitto offerta ai rivenditori e produttori di birra dei proprietari di pub. Il risultato netto è stato una forzatura verso il basso degli affitti a livelli anti-economici. Alcuni grandi nomi nell'industria britannica delle macchine da pub, aziende come MAM Inn Play, Inspired Gaming Group, Claremont, Gamestec e Sceptre, sono tutti falliti, e sono dovuti passare per un doloroso rifinanziamento oppure sono stati accaparrati da altri. Si potrebbe sostenere che i prezzi di trasferimento sono stati una delle principali cause della scomparsa di queste aziende perché stavano sempre cercando di competere con gli affitti antieconomici che hanno generato.
Ma tutto questo sta accadendo ancora oggi? Forse sì. Probabilmente, anzi. E se fosse così, allora i vantaggi delle statistiche fresche che ora passano dai giochi digitali in attività potrebbero non essere nelle tasche giuste per il futuro dell'industria. Il produttore di Gauselmann nel Regno Unito è Blueprint Gaming, il cui Ad Richard Wilson ha spiegato con fermezza: "La pratica commerciale normale richiede che il prezzo più basso sia quello che si applica alle macchine vendute al di fuori del gruppo. Regal leisure (una società che gestisce macchine da pub del gruppo) e Praesepe (operatori di centri di gioco per adulti di Gauselmann), pagano lo stesso prezzo di qualsiasi altro operatore per una macchina Blueprint". Blueprint ha visto un contratto firmato con M&B, il rivenditore maggiore, fino a 500 dei suoi giochi prodotti da Gauselmann, durante Ice di Londra a febbraio, che è stato una notevole pietra miliare nell'evoluzione dei giochi digitali in stile tedesco nel Regno Unito.
Alla domanda su quali indicazioni di possono ricavare dagli ultimi dati provenienti dall'industria del Regno Unito, Wilson ha detto: "Il digitale offre una migliore esperienza per l'utente finale attraverso una percentuale di vincita e tuttavia raggiunge un tasso di rendimento più elevato per l'operatore. Questo è ora dimostrato dalle cifre che stanno aumentando di settimana in settimana. Il risultato viene mostrato da un riconoscimento più veloce e dalla fedeltà nei confronti del marchio".
IL FUTURO DEL SETTORE - Con oltre 75.000 macchine nel mercato del Regno Unito categoria C (analoghe alla nostre new slot, con puntata massima di 1 sterlina e vincita massima di 100 sterline, Ndr) con la stragrande maggioranza che utilizza la tecnologia analogica, la svolta che sembra essere compiuta dal digitale pone l'industria britannica davanti a un importante bivio. Se l'industria operativa rifiuta la tentazione di afferrare un vantaggio commerciale temporaneo e utilizza invece la migliore tecnologia per far avanzare le fondamenta del business, l'avvento del digitale potrebbe essere la salvezza di cui ha bisogno.
Ciò che è chiaro è che il Regno Unito non avrebbe mai dovuto finire in acque pericolose. Il paese è un ambiente di gioco molto stabile con una regolazione fondamentalmente sana – con le acque increspate soltanto dalle polemiche relative alla concorrenza tra Awo e fobt (simili alle nostre Vlt, Ndr). Nonostante tutto questo, la macchina di categoria C è uno strumento di vitale importanza per gli operatori.
Dati recenti dall'importante rivenditore Wetherspoon, che gestisce bar nella maggior parte di città e paesi, mostrano che (dati relativi al 2015) il suo utile netto era di 58 milioni di sterline e tra questi, l'utile delle macchine ha rappresentato ben 35 milioni di sterline. E il dato di Wetherspoon non è affatto insolito. È ben noto nell'industria che i rivenditori si affidano fortemente al reddito delle macchine per sostenere I loro guadagni della ristorazione. La sfida per la filiera è ora quella di garantire che il bacino della domanda e il ritorno che indiscutibilmente esiste siano utilizzati in modo tale da garantire un futuro a lungo termine per chi produce e vende le macchine.
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