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Ippica, commissione Senato: 'Sì a separazione tra allevamento e corse'

  • Scritto da Daniele Duso

La commissione Agricoltura del Senato esprime parere favorevole al Ddl sulle disposizioni con le quali l'Italia si allinea alle norme europee, prevedendo la separazione tra allevamento e corse dei cavalli.

Nell'esaminare il disegno di legge 2169 sulle "Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2019-2020", già approvato dalla Camera dei deputati, anche la commissione Agricoltura del Senato esprimere parere favorevole. Unica astensione registrata è quella del gruppo di Fratelli d'Italia, espressa dal senatore La Pietra (già firmatario di un Ddl per la creazione di un'agenzia ippica, Ndr), favorevole al parere della commissione, ma contrario ai contenuti del disegno di legge.

Preso atto degli articoli del Ddl di sua competenza (art. 5, art. 7 e art. 33), in materia di ippica, prodotti destinati all'alimentazione umana e criteri di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi, la commissione non esprime osservazioni per la parte relativa all'ippica, ritenendo che la "eliminazione del riconoscimento delle professionalità ippiche in capo al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), di cui all’articolo 5 del disegno di legge in esame, va nella direzione già auspicata dalla commissione Agricoltura in ordine alla separazione del settore gioco e corse dei cavalli, da affidare al Coni, rispetto all’attività di allevamento, che rimane prerogativa del Mipaaf".

UNA PROPOSTA CHE RITORNA - Un tema molto divisivo per il settore, e già al centro della proposta di riforma avanzata a suo tempo anche dall'ex sottosegretario con delega all'ippica Giuseppe L'Abbate, e da lui stesso ripresentata in qualità di deputato attraverso un ordine del giorno alla Conversione in legge del decreto-legge 1° marzo 2021, n. 22, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei ministeri per chiedere al Governo di "adottare con urgenza ogni utile iniziativa finalizzata alla predisposizione di un progetto di riforma del comparto ippico che veda la separazione tra le attività di allevamento e miglioramento della razza equina, la cui competenza continui ad essere in capo al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, e quelle agonistiche da trasferire, secondo modalità e procedure che ne assicurino l'indipendenza dalle altre discipline, anche in relazione alla propria dotazione finanziaria, ad un ente riconosciuto e vigilato dal Coni che ne assicuri l'efficienza e il corretto svolgimento secondo i valori di lealtà e correttezza propri dello spirito sportivo".
 
LE ESENZIONI PER ALLENATORI, FANTINI E GUIDATORI - Tornando alla legge europea, l'articolo 5 del Ddl 2169, come nota la commissione, "esenta le qualifiche professionali di allenatore, fantino e guidatore di cavalli da corsa dall’applicazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali – direttiva 2013/55/Ue che modifica la direttiva 2005/36/Ce – attuata nell’ordinamento interno con il decreto legislativo n. 15 del 2016".
 
CAMERA, AUMENTANO LE ADESIONI AL PDL GADDA - Nel contempo anche alla Camera si registra l'adesione della deputata Giuseppina Occhionero (Italia Viva) alla proposta di legge Gadda (IV), sulla "Disciplina dell’ippicoltura e delega al Governo per l’adozione di disposizioni volte allo sviluppo del settore", che si prefigge l'obiettivo di dare un riferimento normativo univoco ad un settore ad oggi troppo "frammentato" e "del quale si parla molto raramente" nonostante sia stato "fortemente penalizzato" dalla pandemia, come la stessa Maria Chiara Gadda ha più volte ribadito.
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