D’Angeli (Tor Vergata): ‘Il futuro del gioco è il marketing responsabile’
La chiave per il futuro del mondo del gioco passa per il marketing responsabile. E’ il focus dell’intervento di Laura D’Angeli, esperta settore giochi e scommesse Membro del Gruppo DSG Università Tor Vergata, tenutosi al Parlamentino del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro “Giochi e scommesse in Italia”.
Si parte dall’analisi del giocatore che “prima di essere una persona che si sta divertendo è un consumatore. Ed è un consumatore proattivo e vive delle esperienze e non un mero processo d’acquisto – spiega la D’Angeli – i numeri raccontano molto bene lo sviluppo. Nel 2021 l’e-commerce B2C ha prodotto volumi per 39 miliardi di euro con 27 milioni di clienti che utilizzano per la maggior parte i canali mobile. In pratica più del 50% degli italiani fa un acquisto online e il processo è stato accelerato dalla pandemia che ha anche connotato dei comportamenti nel consumatore. Il gioco ha fatto parte della transizione digitale che ora è più una rivoluzione proprio grazie a questa accelerazione”.
E sempre i numeri parlano chiaro: “Dal 2019 al 2021 il volume del gioco online è raddoppiato. I conti gioco del casino online sono aumentati del 50 percento dal 2018 al 2021 mentre il poker è aumentato del 100 percento – spiega la D’Angeli – il consumatore non è più il boomer ma fa parte della generazione X, Z dei Millenials. Prima in economia c’era la teoria utilitaristica un beneficio diretto del bene. Ora si aggiungono anche il benessere sociale ed elementi molto più ampi a livello valoriale”.
Le conclusioni finali di Laura D’Angeli sulle mission future: “Molti dibattiti sul riordino del gioco pubblico hanno detto che le decisioni non si sarebbero dovuto prendere sui numeri. Io invece credo che si debbano usare i fatti perché molti strumenti utilizzati per controllare il gioco pubblico non sono adatti al fine. La tessera sanitaria non serve a controllare i minori nelle sale che ne bloccano l’accesso all’ingresso, e quindi a cosa serve? L’approccio deve essere sempre multidisciplinare. Dai numeri non possiamo dire che se aumentano cresce la ludopatia, non è direttamente proporzionale e può non essere vero. Noi vogliamo analizzare tutti gli elementi che facilitano il gioco responsabile, sia per il fisico che per l’online.
Sogei e Adm hanno tantissimi dati per analizzare il comportamento del giocatore. All’estero si studia già con l’intelligenza artificiale per predire numeri e volumi di gioco e possiamo fare anche questo”.