Iaccarino (As.Tro) sul gioco: ‘Reale calo occupati, situazione preoccupa’
Roma – “Il calo dell’occupazione è reale e oggettivo, la situazione è assolutamente preoccupante“. Ad affermarlo è Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi As.tro, nel suo intervento alla presentazione dello Studio sul settore dei giochi in Italia 2021 realizzato dalla Cgia Mestre, oggi, 14 luglio, a Roma.
“Lo studio”, spiega Iaccarino, “si collega a quello prodotto nel 2018 e vuole continuare il monitoraggio del settore avviato. Sono passato tanti anni ed è passata la pandemia globale e dobbiamo capire cosa è successo nel frattempo e come è cambiata la situazione. Con la Cgia di Mestre cerchiamo di monitorate soprattutto l’aspetto economico e sugli indicatori che danno contezza dello stato dell’arte delle aziende del settore. Perché siamo convinti che per il raggiungimento degli obiettivi del gioco pubblico, e sono diversi, la sostenibilità economica degli operatori del settore è fondamentale è imprescindibile. Se le aziende vengono meno il modello non riesce a sviluppare le sue potenzialità. C’è necessità di avere una visione aperta per raggiungere gli obiettivi che lo Stato si è proposto costituendo il gioco pubblico”.
“Lo studio tocca tantissimi aspetti e ringrazio l’Adm che ci ha fornito dati preziosi per completare l’analisi. Precisiamo che le fonti sono pubbliche e ineccepibile ma tiene fuori i dipendenti di tante aziende non inquadrate nei codici Ateco preso ad esame e l’analisi è sottostimata. Il calo dell’occupazione purtroppo e reale e oggettivo. E la situazione è assolutamente preoccupante e non dobbiamo sottovalutare nulla”.
“Per la prima volta inseriamo l’analisi del gioco online per affrontare il settore in maniera completa. Abbiamo voluto raccontare la filiera di un mercato intero che, nel nostro caso, sono poco conosciute”.
E prima dei saluti conclusivi garantisce: “Continueremo su questi studi con l’arrivo di altri dati. Sulla tassazione ad alcuni livelli il gioco arriva ad una pressione fiscale del 70 percento, e vorrei sapere quali altri settori contribuiscono in tale direzione all’erario. Per questo i diari economici sono fondamentali”.