Rapporto Istat: ‘Pandemia, boom di giochi in rete e intrattenimento’

Il Rapporto annuale dell'Istat parla anche di intrattenimento, sia come hobby in crescita durante la pandemia che come settore lavorativo, evidenziandone luci e ombre.
Scritto da Redazione GiocoNews.it

Rapporto Istat: 'Pandemia, boom di giochi in rete e intrattenimento'

L’intrattenimento è una delle parole chiave del “Rapporto annuale 2022. La situazione del Paese”, presentato a Roma oggi, 8 luglio.


Nel documento, che focalizza l’attenzione anche sul 2021, si parla molto di hobby, e quindi anche di gioco, “tra le attività che il lockdown, con la dilatazione del tempo trascorso in casa, ha aiutato a riscoprire, e a cui in un giorno medio del periodo pandemico si è dedicato almeno un quinto delle persone, con un lieve aumento nella quota di chi le ha svolte a partire dalla seconda ondata.
Ad aprile 2020, in pieno lockdown, più del 50 percento delle persone dichiarava di avere dedicato più tempo agli hobbies rispetto a un giorno analogo del periodo pre-Covid, impegnandosi ad esempio in attività culinarie (53 percento), nel giardinaggio (32,7 percento), praticando attività artistiche come il canto (24,6 percento), oppure giocando a carte (27,9 percento). Nelle fasi successive della pandemia, si dimezza la quota di chi ha dedicato più tempo agli hobbies, segno di un graduale ritorno ai tempi di vita pre-pandemici”.

Inoltre, focalizzando l’attenzione sugli utenti regolari di Internet, “nei due anni di pandemia si è registrato un aumento nell’uso della rete per scaricare e/o leggere libri, quotidiani, riviste, giocare in rete o scaricare giochi. La crescita si è osservata anche nella fascia degli adulti di 25-64 anni (dal 24 al 31,5 percento)”.
 
Il termine “intrattenimento” ricorre anche nel capitolo dedicato all’economia, al lavoro e alle retribuzioni, come settore di impiego.
Un settore che, soprattutto in rapporto alla stagionalità di questo tipo di occupazione, può registrare una retribuzione oraria contenuta associata a contratti di lavoro di breve durata e intensità sfociando in livelli retributivi annuali decisamente ridotti.
 
Nel rapporto a tal proposito di legge che “nei servizi di alloggio e ristorazione, in quelli di supporto alle imprese e in quelli di intrattenimento, che occupano insieme oltre un quarto degli individui con rapporti di lavoro dipendente, la retribuzione annuale non supera i 10 mila euro. A determinare l’esiguità delle retribuzioni annuali è la bassa intensità lavorativa e la breve durata dei rapporti di lavoro, piuttosto che la bassa retribuzione oraria: i lavoratori coinvolti hanno contratti che, in media, superano appena le sei mensilità e il numero medio di ore mensilmente lavorabili è circa due terzi quello dei settori dove prevale il tempo pieno e indeterminato. Oltre la metà delle posizioni è a bassa retribuzione annuale, con punte del 70 per cento nei comparti dell’alloggio e della ristorazione, mentre nei servizi di supporto alle imprese e nell’intrattenimento più di un individuo su cinque è a bassa retribuzione oraria”.
 
L’intrattenimento, stando ai dati Istat, conta 19mila imprese, 204mila posizioni lavorative e una retribuzione oraria media di 12,6 euro.