Siglato protocollo d’intesa tra Regione Emilia Romagna, Università e associazioni per la formazione su alcoldipendenza e ludopatia.
Scritto da Redazione
Regione Emilia Romagna: 'Gap, puntare sulla formazione'
Scienza e associazionismo in campo per promuovere e sperimentare percorsi di sensibilizzazione, informazione e occasioni formative integrate sui temi della prevenzione e cura della dipendenza da alcol e del disturbo del gioco patologico, per un progressivo recupero di abitudini di vita equilibrate.
È l’obiettivo del Protocollo d’intesa triennale siglato da Regione Emilia-Romagna, Atenei emiliano-romagnoli e alcune tra le più attive associazioni di auto-mutuo-aiuto dalle dipendenze patologiche, nazionali e regionali.
Un documento che formalizza le collaborazioni già attivate in Emilia-Romagna con le associazioni e le Università sui problemi di alcolismo e ludopatia, che l’isolamento domestico causato dalla pandemia ha in alcuni casi inasprito tra giovani e meno giovani.
Viene così rafforzata, sulla base dell’impegno della giunta regionale e di tutti i soggetti coinvolti, la rete di sensibilizzazione, informazione, approfondimento e formazione in ambito universitario delle tematiche connesse all’alcol dipendenza e al gioco d’azzardo patologico; fondamentale il coinvolgimento di esperti e docenti universitari per aprire un canale educativo che permetta di inserire il tema dell’alcologia e dell’auto mutuo aiuto all’interno dei percorsi accademici, formando studenti, specializzandi e futuri professionisti.
Il documento prevede l’istituzione di una specifica Commissione paritetica composta da esperti qualificati afferenti a ciascuno degli enti e associazioni firmatari, che curerà tutti gli aspetti necessari a raggiungere gli obiettivi fissati nel Protocollo, elaborare eventuali proposte innovative sui temi oggetto dell’intesa e monitorare la realizzazione delle azioni previste a livello locale.
COSA PREVEDE IL PROTOCOLLO – Il Protocollo d’intesa ha lo scopo di creare una rete di soggetti – Università, associazioni, professionisti dei servizi territoriali (SerDP centri alcologici) e ospedalieri- per approfondire la conoscenza delle dipendenze comportamentali da etilismo e gioco d’azzardo patologico, nell’ambito dei corsi di studio rivolti ai futuri medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali. In particolare, l’accordo prevede la realizzazione di specifiche attività formative, l’organizzazione di eventi informativi e di approfondimento e la promozione di tesi di laurea sui temi delle dipendenze.
LE PERSONE CON DISTURBO DA GIOCO D’AZZARDO IN CARICO AI SERVIZI DELL’EMILIA-ROMAGNA – Nel 2021 sono state complessivamente oltre 31 mila le persone assistite dai servizi per le dipendenze patologiche (SerDP) delle Aziende Usl dell’Emilia-Romagna (esattamente 31.207), 1.139 delle quali per problemi collegati al gioco d’azzardo: il 3,7 percento del totale degli assistiti. Più della metà di questi (602, pari al 52,8 percento) sono giocatori patologici, che si sono rivolti ai servizi per la prima volta.
Si tratta di numeri in leggera controtendenza, dopo il picco di 1.724 persone raggiunto nel 2019, nel periodo pre-pandemia.
La maggioranza degli assistiti è di genere maschile (80 percento) e di cittadinanza italiana (91 percento). La fascia di età più rappresentata, indipendentemente dal genere, è quella compresa tra 41 e 60 anni, seguita dagli ultrasessantacinquenni, che costituiscono il 16,4 percento delle persone in carico ai servizi.
Le persone affette da ludopatia seguite dai servizi utilizzano soprattutto giochi con vincita in denaro, e dal vivo. In particolare il 56,4 percento predilige giocare ai videogiochi nei bar/tabacchi o sale gioco, il 18,7 percento gioca al lotto, superenalotto, lotterie e gratta e vinci; alle scommesse sportive o ippiche si dedica il 10,8 percento dei giocatori e il 15,4 percento gioca attraverso le piattaforme online; parte dei giocatori sono però dedite a più tipologie di gioco contemporaneamente.
GLI ALCOLDIPENDENTI ASSISTITI DAI CENTRI ALCOLOGICI DELL’EMILIA-ROMAGNA – In Emilia-Romagna nel biennio 2020-2021, complici le restrizioni imposte dall’emergenza Covid, il numero delle persone con problemi di abuso di alcolici prese in carico dagli appositi Centri istituiti presso i SerDP, è notevolmente calato: 12.198 nel 2019, 8.970 nel 2021 (-26,5 percento).