L'associazione Agcai presenta proposte per il riordino del gioco pubblico, con limiti alle perdite e alle puntate e cambiamenti nel pagamento delle vincite.
Scritto da Redazione
Riordino gioco, Agcai: 'Ridurre e diversificare l'offerta'
“Diversificazione dell’offerta – con dimezzamento del numero massimo degli apparecchi – in base alla pericolosità: Awp meno pericolose solo nei locali generalisti e Vlt nelle sale dedicate. Limitazione della perdita oraria massima specialmente nelle Awp destinate ai locali generalisti, riducendo la puntata massima ed aumentando la durata minima della partita, inserendo ulteriori elementi di intrattenimento ed abilità. Cambiamento del sistema di pagamento delle vincite rendendolo randomico e non prevedibile. Tassazione sul margine e non sul bet, come nel gioco online”.
Queste le proposte per il riordino del gioco pubblico presentate dall’associazione Agcai, che prende spunto da quanto recentemente dichiarato da Stefano Saracchi, direttore giochi all’Agenzia accise, dogane e monopoli, in audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico.
“Manifestiamo la nostra piena sintonia con quanto espresso dal direttore, in particolare su due punti: la necessità dell’ampliamento dell’offerta di gioco e un sistema randomico per il pagamento delle vincite”, si legge in una nota dell’associazione.
Quanto al primo punto, Agcai riprende testualmente le dichiarazioni di Saracchi: “È ovvio che l’offerta verrà esercitata da parte della criminalità illegale se non permessa dal territorio. Questo permette un giro d’affari dell’illegale notevole. L’espulsione del gioco pubblico dal territorio ha permesso all’illegale di raccogliere una fetta di domanda molto rilevante”.
Sarebbe un errore, rimarca l’associazione, “ridurre i punti vendita in cui è possibile installare le Awp, in quanto in ogni punto vendita nel quale viene vietata la possibilità di avere apparecchi per il gioco legale puntualmente viene permessa l’infiltrazione della criminalità organizzata con l’emergere di apparecchi illegali, peraltro di difficilissima individuazione. Bisogna sì ridurre il numero massimo di apparecchi legali per ogni esercizio, ma mai vietare del tutto la presenza di gioco legale all’interno dei locali pubblici, come accadeva prima del 2004, quando in molti locali veniva praticato solo il gioco illegale. Nei locali pubblici, quindi secondo il nostro parere, per contrastare efficacemente l’illegalità, l’offerta deve essere presente, garantita e possibilmente il numero dei punti vendita deve essere ampliato e con apparecchi più di intrattenimento e abilità di quelli esistenti oggi affinché i giocatori si divertano senza spendere eccessivamente”.
In tema di sistema randomico per il pagamento delle vincite, Agcai fa ancora riferimento alle parole di Saracchi: “Su Awp e Vlt, anche recentemente, sono stati necessari interventi nuovamente problematici rispetto alla connessione della rete per previsione del pagamento delle vincite sulle singole macchine. Anche su questo dobbiamo intervenire per rendere ancor di più randomico e casuale il pagamento rispetto a quelle macchine”. L’associazione concorda “pienamente sul fatto che il sistema di pagamento delle vincite su Vlt e Awp vada totalmente cambiato, reso esclusivamente randomico e quindi basato sulla probabilità di vincita e non sulla percentuale di vincita. Solo così si eviterebbe che sulle Awp si sappia in anticipo quando la macchina é in procinto di pagare e sulle Vlt invece si eliminerebbe, cosa ancora più grave, la possibilità di poter veicolare le vincite più cospicue (specialmente quelle fino a 500.000 euro) presso le sale di proprietà degli stessi soggetti che sono anche proprietari del sistema di gestione Vlt, in pieno conflitto di interessi. Quindi la vincita non dovrebbe dipendere dal rispetto della percentuale erogata ma dovrebbe essere esclusivamente randomica e collegata solo alle probabilità di vincita preventivamente decise. La tassazione, in questo modo, sarebbe applicata solo ed esclusivamente sul margine, il cosiddetto ‘cassetto’”.