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Scommesse illegali, Dia sequestra 300mila euro di beni a Trapani

27 aprile 2022 - 07:31

Confiscato dalla Direzione investigativa antimafia il patrimonio di un imprenditore del settore delle scommesse vicino alla famiglia mafiosa di Castelvetrano (Tp).

Scritto da Redazione

Ammonta a 300mila euro il valore dei beni sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia ad un imprenditore operante nel settore del gioco e delle scommesse di Castelvetrano (Tp), in esecuzione di un decreto decisorio emesso dal Tribunale di Trapani – sezione Misure di prevenzione.

Secondo quanto si legge in un comunicato diramato dalla Dia, “le indagini di prevenzione scaturite all’esito dell'operazione 'Anno zero' del 2018 nell’ambito della quale al destinatario del provvedimento è stata inflitta una condanna a 16 anni di reclusione, sono suffragate da dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che avrebbero confermato l'espansione nella Sicilia occidentale di agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco online riconducibili all'imprenditore, il quale avrebbe elargito periodiche somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del latitante capo clan di Castelvetrano, sia per quello dell'organizzazione mafiosa”.

L'uomo, recita il provvedimento di confisca, “aveva organizzato parallelamente a quello legale, 'un proprio sito di gioco illegale lucrando ingenti guadagni' con movimentazione di denaro contante e con il sistema 'Skrill' che eludeva la normativa antiriciclaggio sul tracciamento delle ingenti operazioni. La ricostruzione eseguita, dice il giudice, evidenzia le modalità attraverso le quali il proposto 'pur non essendo inserito organicamente nel sodalizio mafioso - contribuiva in modo significativo al sostentamento economico dell’associazione', entrava in affari con appartenenti all’organizzazione mafiosa castelvetranese, i quali richiedevano allo stesso 'un pensiero' (somme di denaro) per familiari di mafiosi in difficoltà”.
Il provvedimento di confisca ha riguardato l’intero compendio aziendale di due società di capitali e una ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) operanti nel settore della ristorazione e nei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse, un appartamento, un appezzamento a Castelvetrano, diverse auto e moto, quattro conti correnti bancari, una polizza assicurativa, depositi e rapporti con istituti di credito, beni già sottoposti a sequestro nel 2019 a seguito di un provvedimento cautelare anticipato emesso dallo stesso Tribunale di Trapani su proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del direttore della Direzione investigativa antimafia.

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