Deputati UK su aumento tasse sul gioco: ‘Governo non ceda al terrorismo psicologico dell’industria’
Nel Regno Unito si accende lo scontro tra politica e industria del gioco. I membri del Treasury Select Committee (comitato responsabile dell'esame e del controllo delle spese, dell'amministrazione e della politica del Tesoro, Ndr) accusano i grandi operatori del betting di “allarmismo” e di esagerare i danni che un aumento della tassazione potrebbe arrecare al settore.
Nel rapporto pubblicato alla vigilia della Legge di Bilancio, i deputati invitano il Governo a “non cedere al terrorismo psicologico dell’industria”, sottolineando che le imposte sul gioco devono riflettere i costi sociali e sanitari generati da alcune forme di gambling, in particolare quello online. "Per molti, il gioco è un passatempo piacevole e sociale. Ma per tanti altri, le piattaforme online – con la loro natura fortemente dipendente – hanno finito per distruggere vite e famiglie", dichiara Dame Meg Hillier, presidente della commissione parlamentare.
LE TASSE PER FINANZIARE LE POLITICHE SOCIALI – Secondo le stime dell’Institute for Public Policy Research, l’aumento delle imposte su giochi online, slot fisiche e scommesse sportive potrebbe garantire al Tesoro 3,2 miliardi di sterline (equivalenti a circa 3,6 miliardi di euro) aggiuntivi ogni anno. L’ex premier Gordon Brown ha appoggiato la proposta, suggerendo di utilizzare i fondi per eliminare il tetto ai sussidi per le famiglie con più di due figli.
Ma l’industria del gioco non ci sta. La Betting and gaming council ha avvertito che portare la remote gaming Duty dal 21 al 50 percento, la machine duty dal 20 al 50 percento e la general betting Duty dal 15 al 25 percento avrebbe effetti opposti: meno entrate fiscali e un aumento del gioco illegale. Un’analisi commissionata dal settore, inoltre, stima che simili aumenti potrebbero causare la perdita di fino a 40.000 posti di lavoro.
CRESCONO LE TENSIONI – Durante l’ultima audizione parlamentare, la Ceo della Bgc – Grainne Hurst – ha negato che il gioco causi danni sociali diffusi, pur ammettendo che una “minoranza” di giocatori possa essere colpita. Dichiarazioni definite “sconcertanti” dai deputati, che accusano l’industria di minimizzare gli effetti distruttivi del gioco online, definito da Hillier “una trappola per i fan dello sport e per chi cerca svago occasionale”.
Hurst ha difeso il settore sottolineando che nuove tasse metterebbero a rischio la protezione dei consumatori, spingendo i giocatori verso siti non regolamentati e riducendo al contempo i contributi economici che l’industria fornisce allo sport britannico, dal calcio alle corse di cavalli. Anche Flutter UK & Ireland – proprietaria di marchi come Paddy Power, Sky Betting & Gaming e Tombola – ha definito le proposte “non allarmismo, ma realtà”, avvertendo che tassare fino al 50 percento il gioco online avrebbe “un impatto significativo su occupazione e investimenti”.
Con la prossima manovra di bilancio all’orizzonte, con la presentazione in agenda per il 26 novembre, il Regno Unito si trova di fronte a un bivio: aumentare le tasse per contenere i danni del gioco patologico o proteggere un’industria che impiega migliaia di persone e finanzia eventi sportivi nazionali.
Una cosa è certa: la pressione politica sul Governo per regolare e tassare più severamente il gioco è destinata a crescere, in un contesto in cui la tutela dei giocatori è ormai al centro del dibattito pubblico.