Forum Acadi, la tavola rotonda: ‘Innovare il gioco e cambiare prospettiva’

Nel Forum Acadi 2025 una tavola rotonda con l'Advisory Board dell'associazione e il coinvolgimento della politica: al centro il riordino del gioco fisico e le innovazioni che possono cambiare il settore.
Scritto da Redazione

Si è parlato innanzitutto dell'attesa per il gioco fisico, della necessità di stabilità concessoria a livello complessivo e di “misure ponte” per il comparto nella tavola rotonda con gli esponenti dei gruppi parlamentari e i membri dell'Advisory Board di Acadi al Forum organizzato dall'associazione dei concessionari oggi, 17 settembre, a Roma.

Ad aprire e moderare la discussione la giornalista e conduttrice del Tg1 Laura Chimenti.

DE BERTOLDI (LEGA): “STESSE CONDIZIONI PER GIOCO FISICO E ONLINE” – Sul versante politico il primo a prendere la parola è stato Andrea de Bertoldi, deputato della Lega: “Abbiamo alle porte la legge di Bilancio, farò del mio meglio per far sì che ci siano norme anche per il gioco ma se devo fare una previsione credo che le novità potrebbero arrivare nel primo semestre del 2026, visto che, come sapete, la proroga per l'attuazione della delega fiscale e quindi del riordino è stata fissata al 30 giugno del 2026.

Il sistema politico dovrà dare risposte di carattere 'filosofico' su che tipo di mondo del gioco vogliamo, con l'obiettivo di avere un mercato aperto, che dia le stesse opportunità ai grandi e ai piccoli, e che quindi i costi molto alti per le concessioni dell'online vengano rivisti in un'ottica più accessibile per il sistema delle piccole e medie imprese. Noi cercheremo di dare il nostro contributo, da liberali quali siamo.

Un altro tema contraddittorio è quello fiscale: il gioco fisico, più controllabile, che dà più entrate e maggiori garanzie nella lotta al gioco patologico subisce un prelievo fiscale maggiore delle altre forme di gioco, quindi la politica deve fare qualcosa, cominciare a ragionare sull'uniformità del prelievo, livellandolo”.

COLUCCI (NOI CON L'ITALIA): “MIGLIORARE LE NORME, MA SERVE ANCHE OPERAZIONE CULTURALE” – Alessandro Colucci, deputato di Noi con l'Italia, sottolinea l'importanza di incontri come il Forum Acadi, “che consentono di trovare soluzioni anche su quanto fatto finora dal punto di vista regolamentare.

L'aver dato priorità al riordino dell'online è stato legato a preoccupazioni sulla tutela dei minori e la trasparenza del mercato, che nel gioco a distanza sembra assicurata di meno.

Certamente il gioco fisico ha visto una serie di interventi normativi che hanno dato l'illusione di affrontare dei temi, compreso quello sulle distanze e limiti orari, che non sono serviti allo scopo per cui sono stati adottati. Anzi, hanno ridotto i presidi di legalità del gioco sul territorio e contestualmente visto l'aumento degli accessi al gioco online, e la diminuzione del gettito per il fisico.

Per noi questo settore è una risorsa, quindi serve anche un'operazione culturale, oltre al lavoro in termini legislativi. È necessario far capire le luci del comparto e le ombre su cui tutti vogliono intervenire, con trasparenza e chiarezza, anche per tutelare la salute dei giocatori.

Legalizzare il gioco è stata una grande conquista, ora va migliorata la normativa”.

LUCA SQUERI (FORZA ITALIA): “REGOLE CERTE PER LA FILIERA E TUTELA DEI GIOCATORI” – Luca Squeri, deputato di Forza Italia, è convinto che “il legislatore debba avere un approccio equilibrato, visto che quella del gioco è una filiera composita che necessità di certezza delle regole per capire come muoversi e far sì che la propria attività sia profittevole e al contempo il cittadino possa giocare, tenendo conto dei possibili effetti negativi.

È interesse dello Stato avere un'attività che porta nelle casse erariali i fondi necessari e intervenire per far sì che questo settore contrasti il gioco illegale.

Mettere tutti d'accordo nel riordino del gioco fisico non è facile, ma da parte nostra c'è la massima attenzione perché questo 'trilemma' venga affrontato nel modo migliore”.

DARIO DAMIANI (FORZA ITALIA): “SUPERARE I PALETTI NEL RIORDINO DEL GIOCO FISICO” – Dario Damiani, senatore di Forza Italia, rimarca: “Abbiamo tutto l'interesse a tutelare il settore, a ridare regole certe e sicure per garantire gli investimenti fatti dagli operatori come pure la salute del giocatore. Ci siamo occupati dell'online, ora manca il fisico: chiuderemo la partita nel primo semestre del 2026.

Finora abbiamo incontrato delle difficoltà con le Regioni che hanno voluto mettere dei paletti nel percorso del riordino del fisico, perché vogliono gestire anche loro la riorganizzazione per poter fare cassa. Spero che il prossimo anno saremo qui, al Forum Acadi 2026, a discutere sulle prospettive del gioco pubblico e legale in Italia”.

GLI INTERVENTI DELL'ADVISORY BOARD DI ACADI – Dall'Advisory Board di Acadi il primo a prendere la parola è Andrea Manciulli che si sofferma sulla “preoccupazione per il mondo online, una prateria per illegalità, visto che quello che non si vede è più pericoloso, non si controlla o si controlla peggio.

Quindi servono norme, la gente gioca e bisogna occuparsi di 'come' gioca; reprimere lo spazio fisico è controproducente se poi finisce tutto nel campo virtuale, dove non c'è confine.

E va monitorato anche il gioco giovanile, dato che ci sono generazioni che cercano uno sfogo ad alcune forme di insoddisfazione nei modi più disparati. È il momento di fare qualcosa, di fare in modo che lo spazio fisico con l'operatore che può intervenire in caso di comportamenti patologico rimanga, il contatto umano è essenziale”.

Giovanni Kessler invece evidenzia come i concessionari siano “pronti a un ribaltamento di prospettiva, non sono con la loro volontà ma con mezzi tecnologici, per riconoscere i minori, i soggetti deboli o coloro che sono iscritti nei registri di autoesclusione, filtrare i giocatori in modo oggettivo, direttamente attraverso l'apparecchio di gioco.

La macchina stessa consente un gioco privo di elementi patologici, riconosce il gioco compulsivo, con parametri messi dai concessionari o dal giocatore, quindi il mondo del gioco è pronto a fare un ribaltamento di prospettiva. Superando il concetto attuale di 'gioco da limitare e nascondere', e anche i limiti attuali fissati con ordinanze e regolamenti, che non incidono sulla sicurezza del gioco. Invece con i nuovi apparecchi non abbiamo limiti esterni, inutili ed anche ipocriti, ma possiamo avere un gioco sano, privo di elementi patologici e compulsivi, che tutela la salute del giocatore, la sicurezza del gioco, gli interessi economici dei concessionari e quello erariale.

Il regolatore quindi tenere conto di queste nuove prospettive e dire come si possono fare questi cambiamenti, prevederli nei decreti delegati, e garantire incentivi fiscali a chi fa investimenti per mettere sul mercato giochi più sicuri”.

Per Andrea Ruggieri “alla politica manca il coraggio di riconoscere pubblicamente che certi settori sono un'industria e che come tali vanno trattati, perché producono gettito e occupazione.

Fino a oggi il gioco legale, prima e unica frontiera contro l'illegale, ha dovuto subire equazioni vergognose come 'chi gioca è ludopatico' oppure 'i concessionari sono biscazzieri'.

Oggi chiedo ai politici di non faticare a riconoscere la caratura industriale di questo comparto e che cadano i pregiudizi che lo caratterizzano. Va riconosciuta la dignità di imprenditori che hanno posti di lavoro da difendere, quindi progetti di vita da difendere. Va posta fine alla stagione paternalistica che c'è stata finora”.