Rapporto Cgia Mestre 2022, Fanelli: ‘Leva fiscale opprimente sui giochi, difficile trovare altre destinazioni’
Roma – È facile dire di voler destinare una quota dei proventi dei giochi agli Enti locali, ma un’altra cosa e poterlo fare davvero. Questa, in estrema sintesi, è la linea sostenuta da Roberto Fanelli, ex direttore dei giochi nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e tra i principali esperti sul settore.
Fanelli, intervenuto nel dibattito intorno allo Studio sul settore dei giochi in Italia relativo al 2022 curato dalla Cgia di Mestre – con i ricercatori Daniele Nicolai e Andrea Vavolo – e presentato oggi, 20 luglio, a Roma, in un evento organizzato dall'associazione As.tro, evidenzia in particolare i numeri che contraddistinguono il comparto: “Spesso si guarda in modo sbagliato alla tassazione dei giochi con particolare riguardo all’aliquota sugli apparecchi in quando il prelievo erariale, oggi pari al 25 percento delle giocate, viene considerato come se fosse una tassazione sul margine invece così non è e si traduce in una tassazione ben più alta è unica se confrontata con altri settori.
Se si guarda la realtà del comparto e soprattutto del Paese ci si rende invece facilmente conto che è difficile pensare anche alla destinazione di una quota dei proventi agli Enti locali perché questo vorrebbe dire trovare delle coperture difficili da ricercare se non introducendo nuove tasse altrove o incrementando quelle attuali”.