Seminario I-Com, Zamparelli (Sts): ‘Fiscalità, centrale per il riordino gioco fisico’
“Sono convinto che facciamo degli errori nel momento in cui a livello di numeri compariamo due epoche totalmente diverse come il 2004 e quella di oggi. Nel 2004 infatti non c'erano gli apparecchi, il mercato doveva ancora legalizzarsi del tutto e le scommesse ancora non erano diffuse. Nel 2004 le ricevitorie erano aperte pochi giorni, c’era stata da poco la partenza ancora delle Awp e le scommesse erano ancora in pochissimi punti con le agenzie ippica che erano poi partite a fine anni ‘90.” Da questo paragone parte l’analisi del mercato condotta da Emilio Zamparelli, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi, durante il seminario di oggi, mercoledì 3 dicembre’ dal titolo “Prospettive del settore dei giochi in Italia: fiscalità e interventi regolatori in vista del 2026 ”, organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) in collaborazione con Brightstar Lottery.
La riflessione poi si sposta anche sulla spesa in Italia: “Se è vero che abbiamo la spesa più alta, non ci dobbiamo dimenticare che abbiamo uno dei sistemi più efficienti da un punto di vista di regolamentazione. Il sistema italiano con la presenza di un ente regolatore forte, che appunto regola il settore in maniera forte, favorisce il sistema legale rispetto all'illegale. La spesa in Italia è di circa 21 miliardi mentre in Germania e Francia è di 14 miliardi. Tuttavia in questi ultimi due casi parliamo di mercati liberisti con quello francese che è monopolista, con un unico operatore legale, mentre quello tedesco è profondamente restrittivo”.
Tuttavia secondo Zamparelli questo “non significa che in Italia non ci sia un mercato illegale, come diceva Schettino, ma rispetto agli altri paesi ne risente probabilmente di meno. Quindi io credo che anche questi dati se letti senza un’analisi possano essere fuorvianti e possono sicuramente portarci fuoristrada”.
Per quanto riguarda le entrate erariali il 94 percento di entrate deriva dal gioco fisico. Tuttavia il fatto che “le entrate erariali diminuiscano è un fattore preoccupante e impone una riflessione che ci deve portare ad un riordino rapido perché attendere ulteriormente, non solo fa il male del giocatore, ma fa sicuramente male al settore e all'erario. Con la fiscalità abbiamo una profonda differenza sicuramente tra l'online e il fisico e anche questo è un tema che va affrontato nel momento in cui riordino”.
Per quanto riguarda le entrate erariali il 94 percento di entrate deriva dal gioco fisico. Tuttavia il fatto che “le entrate erariali diminuiscano è un fattore preoccupante e impone una riflessione che ci deve portare ad un riordino rapido perché attendere ulteriormente, non solo fa il male del giocatore, ma fa sicuramente male al settore e all'erario. Con la fiscalità abbiamo una profonda differenza sicuramente tra l'online e il fisico e anche questo è un tema che va affrontato nel momento in cui riordino”.
Zamparelli puntualizza anche che i prodotti fisici “risentono di una fiscalità alta e di un payout eccessivamente basso rispetto all'online e questo sicuramente metterà in crisi al di là del riordino quello che è il futuro di questi prodotti. Oggi insieme al riordino va anche ripensato il tema della fiscalità e va ripensata probabilmente anche, l'attenzione va riservata anche ai prodotti che devono essere più innovativi e sicuramente con un payout più alto”.
Zamparelli conclude evidenziando che “il riordino deve partire da non facili compromessi, perché se si parte da quegli strumenti che si sono dimostrati inefficaci, come i distanziometri e fasce orarie, ovviamente uscirà un riordino che in qualche modo non garantirà il settore, ma soprattutto non garantirà nemmeno il giocatore.”